Viaggio in Paese / Castello d’Agogna, il paese che somigliava a Beverly Hills

Il sindaco di Castello d’Agogna, William Grivel, è “figlio d’arte”. Suo padre Antonello ha ricoperto la carica di primo cittadino prima di lui per 25 anni. Poi, nel 2013, dopo due mandati consecutivi, il Comune era stato guidato da Linda Tamara Iori, ma nel 2018 la fascia tricolore era tornata in famiglia Grivel, con William (46 anni, imprenditore) riconfermato anche nel 2023.

FIGLIO D’ARTE «E pensare che a me l’idea di fare il sindaco non era mai nemmeno passata per la testa — racconta, seduto nel suo ufficio appena rimesso a nuovo come tutto il municipio, che profuma ancora di vernice — ma me l’hanno proposto e mi sono messo in gioco». Una vera e propria discesa in campo, come quella che compie in ogni torneo la società di hockey su prato “Paolo Bonomi“, di cui William Grivel è direttore generale. Passione di famiglia, che William anche in questo caso ha ereditato dal padre, presidente della “Paolo Bonomi” e protagonista di tutte le pagine dell’hockey dall’inizio degli anni ’60 ad oggi. E la politica?

L’esperienza di papà mi è servita, anche se oggi è cambiato un po’ il modus operandi. Ho dovuto conquistare la fiducia di chi non mi conosceva, e quella di chi, proprio perché conosceva la mia famiglia e poteva avere qualcosa contro di noi, non si fidava. Direi che ce l’ho fatta.

William Grivel

Alle ultime elezioni infatti ha preso l’89% dei voti. «Per forza, era solo», scherza il padre Antonello, mentre si ferma per un caffè alla Baia d’Assab, lo storico bar-edicola e tabaccheria sulla statale che taglia in due il paese. Da una parte il centro storico con la chiesa, il municipio, le poste, l’asilo comunale, la scuola primaria e il castello Isimbardi, dall’altra la zona nuova con un reticolato di villette, il centro polisportivo, il parco giochi, la farmacia e la casetta dell’acqua. Ma perché uno dovrebbe venire a vivere a Castello d’Agogna?

ALL’AMERICANA «E’ quasi terapeutico, un po’ all’americana, con i vialetti e le villette nella parte nuova. Negli anni ’90 la chiamavano la Beverly Hills della Lomellina». Anche grazie alla presenza di una pista da bowling (diventata poi una concessionaria d’auto) e di una discoteca, il Torcida, ora chiuso da molti anni, che attirava gente da tutto il territorio. «Qui è vicino a Mortara — continua Grivel — dove ci sono le scuole medie e superiori, ma più tranquillo dal punto di vista della sicurezza: abbiamo anche aumentato le telecamere, che adesso sono 26». Dalla polizia locale, il comandante Mauro Capuzzi conferma: «Abbiamo potuto acquistarle grazie ai proventi delle contravvenzioni, e sono state utilissime per individuare i responsabili di alcuni reati».

LO SPORT E poi il paese ha tutto per lo sport, dal palazzetto dell’hockey “Paolo Bonomi” al centro “Natale Corbella”: due piscine, campi da calcio, volley, padel, boxe, pattinaggio, pilates… senza contare i gonfiabili per bambini e i bar che fa anche da centro di aggregazione per i giovani. «E alla palestra delle scuole, che è attrezzata per il tiro con l’arco — conclude il sindaco — vengono a esercitarsi anche gli arcieri di Mortara». Ma com’è il castellanese “doc”? «Eh, ne sono rimasti pochi, ma sono sempre fieri del proprio paese e molto ospitali: del resto sappiamo bene cosa vuol dire essere un territorio di passaggio».

Pausa caffè, virtuosismi su 4 ruote alla Baia d’Assab

La Baia d’Assab, il bar-edicola e tabaccheria che una volta si trovava sul lato destro della strada statale 494 in direzione di Mortara, da diversi anni si è trasferito dalla parte opposta. «Qui se non hai la macchina, sei scomodo per andare in città a fare la spesa — racconta Claudio, che gestisce il locale insieme alla signora Mariangela — in compenso c’è tutto per lo sport e il benessere». Gli automobilisti che si fermano davanti al bar, dopo il caffè o la birretta sembrano dover compiere vere e proprie acrobazie per ripartire in una o nell’altra direzione, dato l’alto volume di traffico che non si fa mancare nemmeno i Tir. Non è facile tenere d’occhio entrambe le corsie, soprattutto se devi fare un’inversione di marcia. Ma con un po’ di pazienza riescono nell’impresa.

Se uno è bravo — ricorda un autista di pullman, citando il suo primo datore di lavoro — ce la fa.

La farmacia, una piccola realtà di frontiera

Una farmacia “di frontiera” ma molto moderna. È quella che il dottor Giuseppe Felicioni gestisce a Castello d’Agogna insieme alla dottoressa Anna Pastormerlo, sua moglie, e ad altre due collaboratrici. «I nuovi spazi, molto ampi — spiega il medico farmacista — sono ideali per accogliere soprattutto gli anziani che vogliono chiedere informazioni per qualche piccola patologia, e che magari per rivolgersi al proprio medico di famiglia devono prendere appuntamento e aspettare giorni, mentre la farmacia garantisce una semplicità d’accesso alle cure. Siamo attrezzatissimi: telemedicina, holter, elettrocardiogramma, analisi del sangue, tamponi Covid. e al piano superiore c’è il centro medico polispecialistico Onizon che fornisce servizi come la risonanza magnetica. Poi c’è anche chi mette solo dentro la testa per un attimo, giusto per dire che va tutto bene. Insomma, siamo una piccola realtà di frontiera».

Quando le campane festeggiarono Grivel senior

Le campane a festa. Qui a Castello d’Agogna tutti si ricordano ancora di quando, a metà aprile del 2008, il parroco don Antonio Lunghi le fece suonare non appena ebbe saputo che il sindaco uscente Antonello Grivel, a cui era legato da una grande amicizia, aveva vinto le elezioni che gli avrebbero permesso di accedere al suo sesto mandato.

COME DON CAMILLO Un episodio alla “Don Camillo”, che sarebbe piaciuto a Giovannino Guareschi, e che racconta molto della personalità esuberante di don Antonio, ex allievo dell’Aeronautica, e quindi abituato a “volare alto”. Il sacerdote, mancato nell’agosto 2024, era soprannominato “il parroco dei Vip” per via della sua frequentazione con personaggi famosi. Da Paolo VI a Giovanni Paolo II, dal tanto discusso monsignor Milingo a ai presidenti della repubblica Sandro Pertini e Oscar Luigi Scalfaro. Papi, cardinali, vescovi, politici, ma anche testimoni della carità.

la Madonnina

DA MILINGO A CLAUDIA KOLL Alcuni di loro furono invitati in paese: come l’attrice Claudia Koll, che portò la sua testimonianza di conversione, e padre Raniero Cantalamessa che dopo l’incontro pubblico al centro sportivo si recò a parlare con i giovani in discoteca, e una volta tornato a Roma ebbe per questo dei guai con i superiori. Il che non gli impedì nel 2020 di essere nominato cardinale da papa Francesco.

IL PRESEPE VIVENTE Don Lunghi si era ritirato a vita privata nel 2020, e al suo posto era stato nominato amministratore parrocchiale don Giancarlo Vacchelli, che ora deve dividersi tra Castello d’Agogna e Mortara, dove collabora col parroco don Marco Torti. A don Antonio Lunghi si deve anche l’istituzione di uno dei primi presepi viventi sul territorio lomellino (il capo della polizia locale impersonava san Giuseppe) nonché la Passione pasquale, anch’essa con figuranti reclutati tra i cittadini. Tradizioni purtroppo scomparse, ma che lasciano a Castello d’Agogna un affettuoso ricordo. E contribuiscono a farne un bel posto in cui vivere.

Davide Zardo

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