Fiore all’occhiello della parrocchia di Mede è la Casa della carità, che in una palazzina di corso Cavour fornisce assistenza ai cittadini più bisognosi attraverso una ventina di volontari. Fulcro delle iniziative, il centro d’ascolto che grazie a Lina Petruzzo e Laura Vecchio è aperto il martedì.
IL SERVIZIO «E’ un primo approccio – spiega Lina – grazie al fatto che la Caritas diocesana ha impostato il servizio in modo nuovo, non solo con la consegna del pacco alimentare o del vestiario. Qui parliamo prima con le persone, che ci dicono di cosa hanno bisogno. Nel 2017 il centro d’ascolto ha incontrato tutte le famiglie e tutte seguono i colloqui, anche chi è arrivato dopo, per la parte burocratica che riguarda l’Isee». La Casa della carità ha una convenzione col Comune per la distribuzione dei pacchi e usufruisce di un contributo per gli acquisti.
LA DISTRIBUZIONE A dirigere la distribuzione degli alimenti, il giovedì, sono Giovanna Lucotti e Nadia Giuliani, in collegamento col Banco alimentare di Novi Ligure e con la collaborazione dei giovani volontari Cesare Carena, Mauro Pilatone, Fabio Cantoni: «Da 15 anni – spiega Nadia – compiliamo dei fogli col numero dei familiari e l’elenco di quello che abbiamo in magazzino. Il primo martedì di ogni mese il nostro volontario Rodolfo Tonani va al Banco alimentare di Novi per fare rifornimento. Ad esempio questo mese manca la pasta. E se qualcuno non può venire a ritirare il pacco alimentare, glielo portiamo a casa». Giovedì pomeriggio è attivo anche il servizio guardaroba, al piano superiore, con la distribuzione di abiti e oggetti casalinghi. E una volta all’anno la Casa della carità si attiva per la raccolta di prodotti del Banco alimentare, che vede in prima linea i supermercati di Mede.
I VOLONTARI Ulteriore servizio, il Cat, il Centro alcologico territoriale, che grazie alla dottoressa Chiara Monti e ad Adriana Pozzato fornisce assistenza per dipendenza da alcool e gioco d’azzardo. Cosa lascia tutto questo nel cuore dei volontari? «Ho imparato che non bisogna guardare il colore della pelle. – racconta Giovanna Lucotti – Ero stata sempre oltre queste situazioni, ma ho scoperto che non ci si rende conto delle necessità della gente, e ci sono realtà un po’ particolari. Per fortuna siamo tutti in armonia». E Laura Vecchio aggiunge: «Questa esperienza ti dà un arricchimento che prima non avevi. C’è anche una signora che ha bisogno e si presta ad aiutare gli altri. A proposito, cerchiamo nuovi volontari».
Davide Zardo

