Nel dicembre 2024 a Cuggiono, in provincia di Milano, un castoro, gravemente ferito, era stato soccorso nelle acque del Ticino. L’animale purtroppo non era sopravvissuto, ma già da queste pagine vi avevamo detto che sarebbe stato solo il primo di una futura colonizzazione.
Un anno e mezzo dopo, rieccoci a parlare di castori nel Fiume Azzurro, una presenza che ormai appare se non conclamata, quantomeno in via di consolidamento. Per gli ultimi sviluppi facciamo qualche passo fuori dalla Lomellina, per espatriare nel Novarese: lo scorso 20 maggio, la Polizia Provinciale della Provincia di Novara è stata infatti chiamata a intervenire per il recupero e il salvataggio di un castoro europeo rimasto bloccato in un canale. Un’operazione delicata, ma portata a termine brillantemente dagli agenti e che ha dato il via a una serie di valutazioni da parte del Parco del Ticino. Il quale, in sinergia con gli altri parchi attraversati dal fiume, qualche giorno dopo ha annunciato la partenza di un monitoraggio più approfondito per quantificare la presenza del roditore anche nelle nostre acque.
Dopo il primo esemplare rinvenuto nel dicembre 2024 a Castelletto di Cuggiono, recenti segnalazioni e il ritrovamento di tracce inconfondibili come le tipiche rosicchiature sui tronchi, confermano che l’habitat del Ticino è idoneo per la vita e la riproduzione di questa specie
si legge nella nota emessa dal Parco, che invita anche canoisti e pescatori a segnalare tracce della presenza di questa animale come tronchi rosicchiati, dighe o, ovviamente, osservazioni dirette. Qualche reminder per i “leoni da tastiera” che sui social hanno azzannato il povero castoro odiandone, chissà perché, la presenza. No, non è un animale alieno, ma un autoctono che da molto tempo mancava dai nostri territori: e i 300 anni di assenza dai fiumi del Nord ovest, seppur rilevanti da un punto di vista umano, sono un’inezia biologicamente parlando. No, non lo hanno “introdotto i verdi” o gli “ambientalisti”, ma con ogni probabilità (lo confermeranno le analisi genetiche) è tornato in Italia a nuoto dalla Svizzera, dove è molto diffuso, passando per il lago Maggiore. E no, non mangerà i pesci rimasti nel Fiume Azzurro: è un erbivoro, e anzi le sue dighe creano pozze dove la fauna ittica può deporre le uova e prosperare. E occhio a non confonderlo con la nutria, roditore dalle abitudini simili ma (quello sì) alloctono. Per riconoscerli, basta guardare la coda: piatta quella del castoro, a tubo quella della nutria.
Alessio Facciolo


