Bestiario / Volere volare

A sto giro, il Bestiario me lo sono trovato già in casa. O meglio, in redazione: tutto grazie alla mia collega e alla sua famiglia. Che hanno il merito non solo di essere dei lettori affezionati di questa rubrica (a proposito: grazie!), ma anche quello di essersi specializzati, da qualche anno, nel salvataggio di rapaci caduti dal nido.

È successo anche quest’anno, quando nella chat del giornale ha fatto capolino la foto di un pullo di gheppio, ancora implume, borlato giù per terra nel cortile della casa di campagna. La reazione della mia collega è stata tipo quella del meme di Gta San Andreas: here we go again, ci risiamo. «In tutto negli anni abbiamo soccorso quattro rapaci – racconta – un piccolo di allocco è stato ritrovato dai genitori e nutrito fuori dal nido, noi gli avevamo messo solo dell’acqua per farlo bere; ⁠l’altro allocco invece non ha fatto in tempo ad arrivare al centro Lipu che purtroppo era già morto a causa della caduta.

E poi abbiamo salvato due gheppi, entrambi portati alla Lipu di Magenta ed entrambi in buona salute nonostante la caduta dal nido, uno l’anno scorso e l’altro quest’anno.

Non è insolito che i pulli (il piccolo dei volatili non ancora in grado di volare e del tutto dipendente dalle cure dei genitori) caschino dai nidi, né è insolito che ciò avvenga in contesti tutto sommato domestici: le abitazioni umane offrono anfratti e cavità perfette per deporre le uova. Sia i gheppi (che sono rapaci diurni: li si riconosce spesso per la testa grigia del maschio) sia gli allocchi (animali invece notturni, simili ai gufi ma con gli occhi neri e senza ciuffi di piume sulle orecchie) poi hanno da tempo colonizzato non solo le campagne, ma pure le città, dove trovano cibo in abbondanza come roditori, piccoli uccelli, insetti e lucertole. L’importante, quando si trova un pullo nell’erba, è interferire il meno possibile: non sempre un uccello a terra è in pericolo o va soccorso.

La Lipu ha sviluppato una webapp (animaliferiti.lipu.it) per guidare passo passo il cittadino che dovesse imbattersi in un animale in difficoltà e volesse capire come muoversi: in generale, l’indicazione di spostare l’animale solo nel caso che esso si trovi davvero in una situazione di pericolo è sempre valida. Anche perché sì, sono carini e tutto, ma non parliamo di pelouche: «Mia zia – racconta la mia collega – li ha sempre presi con dei guanti da giardino, mai a mani nude, perché beccano per difendersi, giustamente».

a cura di Alessio Facciolo

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