Cent’anni d’Araldo / Attentato a Mussolini

Le feste pasquali e l’attentato a Mussolini erano in prima pagina per l’Araldo di cento anni fa. Il capo del governo, infatti, era stato fatto bersaglio di alcuni colpi d’arma da fuoco sparati da una donna mentre usciva dal Campidoglio, a Roma. Mussolini rimase soltanto ferito, ma il fatto fece notizia.

Per quanto riguardava invece la vita cittadina, l’Araldo richiamò l’attenzione sulla piaga della prostituzione femminile. Rilevando l’impegno delle forze dell’ordine, che nei mesi precedenti avevano disposto particolari interventi in proposito, il settimanale diocesano evidenziè però che «non solamente i tristi fatti si ripetono alla periferia della città ma anche negli angoli oscuri di vie centrali». Problema reso ancora più delicato considerando che le interessate erano «fanciulle minorenni che danno questo triste e funesto spettacolo». Dopo lunghe indagini, gli agenti del commissariato di polizia arrestarono due giovani, rispettivamente di Novara e Cerano, ritenuti responsabili dell’aggressione perpetrata il 6 febbraio ai danni di Maruzio Leviti nella sua abitazione di via Manara Negroni. I malviventi se ne erano poi andati con 1500 lire. Entrambi i malviventi erano già ben noti alle forze dell’ordine per altri reati e condanne. In città ci si preparava alle consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio comunale e della giunta in un clima che il giornale descrive tranquillo.

In questi giorni, invece, la diocesi si apprestava a celebrare il quinto anniversario della morte del vescovo Pietro Berruti. Alla solenne celebrazione in Duomo si aggiunse quella al Santuario dell’Immacolata, da lui fondato. In città arrivava la notizia che il Re aveva firmato il decreto di nomina di monsignor Antonio Capettini a Commendatore della Corona d’Italia «e ciò in riconoscimento delle preclare virtù e dell’opera infaticabile che l’insigne prelato svolge nella lontana Cina». A Mortara, presso la chiesa di Santa Croce, ci si apprestava a festeggiare il centenario del ritrovamento della Croce su cui fu crocifisso Gesù. Il fatto avvenne, secondo quanto riporta l’Araldo dell’epoca, nell’anno 326. A Borgo San Siro la domenica di Pasqua si chiudeva con un incendio. Ad andare a fuoco fu la Sacrestia, verso le nove e mezza di sera, forse per un corto circuito. Quando ce ne si accorse il fuoco divampava e la stanza era già piena del denso fumo delle candele liquefatte.

Carlo Ramella, storico locale

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