Cent’anni d’Araldo / Nuovo parroco in cattedrale

Nuovo parroco di Sant’Ambrogio. In Cattedrale in questi giorni si era da poco celebrato un solenne fine settimana di festa. Aveva assunto il nuovo incarico di Arciprete, infatti, don Giovanni Necchi, proveniente dalla parrocchia di Valeggio. Nella giornata di sabato aveva ricevuto il possesso canonico e nel primo pomeriggio del giorno successivo rivolse il suo indirizzo di saluto ai parrocchiani. In serata, poi, al teatro Silvio Pellico, la comunità parrocchiale organizzò un’accademia e presentò «splendidi doni» al nuovo Pastore.

Le cronache, sia cittadine che della Lomellina, non mancavano di registrare però anche fatti di altro genere, purtroppo tristi, a cominciare dal grave incidente stradale in cui rimase coinvolto il direttore della Società Elettrrica del Ticino per la zona di Sannazzaro, Giovanni Moro. Aveva appena 27 anni ed era sposato e padre di due bambini in tenera età. Negli stessi giorni, a Mortara, il sessantasettenne Luigi Barba, attraversando piazza Silvabella, inciampò in un filo di ferro mentre si stava allestendo il tendone di un circo e battè violentemente la testa. In un primo momento parve una ferita di poco conto, ma una volta tornato a casa morì, «per la probabile rottura dell’arteria meningea». A Breme, invece, si sfiorò un’altra tragedia a causa di un incendio provocato da una macchina adibita alla lavorazione del legname. Alimentate dal forte vento, le fiamme si diffusero rapidamente ai pagliai circostanti e i pompieri, accorsi prontamente, faticarono a mettere in sicurezza la zona e spegnere le fiamme. La redazione dell’Araldo si complimentava con il cavalier Maselli, commissario di pubblica sicurezza, per il massiccio servizio di pattugliamento («in bicicletta») predisposto nelle ore serali.

In quei giorni di cento anni fa gli agenti «batterono la campagna spingendosi nelle osterie più dislocate della giurisdizione». Tornarono in caserma dopo aver arrestato Enrico Garavaglio, un pericoloso pregiudicato di 28 anni residente a Cerano, trovato armato di rivoltella senza permesso, e Antonio Roccio, anche lui ceranese, «comunista che era in compagnia del primo». Inoltre, nell’osteria degli Angeli, arrestarono certo Giovanni Mazzetti. Trentaseienne di Novara, Il Massetti era latitante e trasgressore del provvedimento di vigilanza speciale, già colpito da mandato di cattura disposto dal giudice di Casale Monferrato.

Carlo Ramella, storico locale

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