Cent’anni d’Araldo / Secondo congresso eucaristico

Un grande evento, un momento di intensa esperienza spirituale e di fede che segnò la vita e la storia della chiesa vigevanese: in questi giorni, cento anni fa, a Mortara si celebrò il secondo Congresso eucaristico diocesano. E fu un grande evento. L’Araldo Lomellino, questa settimana, aprì il giornale, in prima pagina, con un’ampio resoconto delle giornate che si erano svolte nella città lomellina.

«Quando ci si annunziava che nel 1925 avremmo avuto a Mortara il 2é Congresso Eucaristico Diocesano non dubitavamo del suo successo, ma non presumevamo che esso raggiungesse una grandiosità tale». Cuore della festa, la giornata di domenica, con la solenne celebrazione ecaristica presieduta dall’arcivescovo Angelo Giacinto Scapardini e Mortara presa d’assedio da migliaia di persone – tra visitatori, curiosi e pellegrini – giunte da ogni angolo della diocesi. Nel pomeriggio, un vero e proprio tripudio finale, con la solenne processione nelle vie della città a conclusione dell’intensa giornata. All’indomani dell’evento l’Arcivescovo scrisse al prevosto Dughera una entusiastica lettera di lode per la riuscita del Convegno, che venne pubblicata anche dal settimanale diocesano. Intanto, a Vigevano, in quei giorni il marchese Apollinare Rocca Saporiti, noto benefattore dell’asilo d’infanzia, provvedeva a nominare don Carlo Dell’Orbo rettore del Collegio Saporiti. In città, però, in queste settimane a tener viva la discussione era la questione del lavoro nei giorni festivi.

L’Araldo riprese l’argomento, evidenziando che «è una dolorosissima novità che ormai troppi cristiani in Italia non rispettano più il riposo festivo. Troppi padroni, che pur ci tengono a dirsi onesti patrioti, delle leggi patrie non osservano che quelle che tornano loro di comodo. Che se l’interesse personale fa capolino, la Patria passa subito in seconda linea. E così si fa lavorare alla festa, mentre e Chiesa e Patria comandano il riposo festivo». In proposito c’era una legge, che risaliva al 1907, ma si cominciava a non rispettarla più. Oggi, ormai, non ci accorge neanche più che è domenica. In città, intanto, si celebrava il venticinquesimo anniversario di fondazione della Società di mutuo soccorso tra i Calzolai. L’Araldo sottolinea, nel darne notizia, sottolineò che «abbiamo visto con piacere darsi fraternamente la mano Industriali ed Operai».

Carlo Ramella, storico locale

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