Mappamondo / Un treno molto pericoloso

Quando si pensa al Venezuela, viene spesso in mente l’immagine di un Paese segnato da anni di crisi politica ed economica. Ma questa non è l’unica emergenza che attraversa la nazione. In pochi, infatti, sanno che proprio qui è nata una delle organizzazioni criminali oggi più attive a livello internazionale, con ramificazioni in Colombia, Perù, Cile e oltre. Il suo nome, Tren de Aragua, ha un’origine singolare. Deriva da un progetto ferroviario mai completato nello Stato di Aragua, nel nord del Venezuela.

Attorno a quel cantiere si sviluppò una rete informale di lavoratori e sindacati che controllavano assunzioni, pagamenti e attività economiche. Quando i lavori si interruppero, quel sistema di potere non scomparve: si trasformò progressivamente in una struttura criminale. La crescita del gruppo è strettamente legata al sistema carcerario venezuelano. Il Tren de Aragua si consolidò infatti all’interno della prigione di Tocorón, dove i detenuti, approfittando di corruzione e assenza di controllo statale, riuscirono a esercitare un potere quasi assoluto. Il carcere si trasformò così in una sorta di quartier generale: non solo luogo di detenzione, ma centro operativo da cui venivano coordinate attività criminali all’esterno. A guidare l’organizzazione è Héctor Guerrero Flores, noto come “Niño Guerrero”, figura emblematica del fenomeno dei pranes: leader criminali che, pur detenuti, riescono a controllare reti illegali sia dentro che fuori le carceri. Dopo essere evaso nel 2023, è diventato uno dei criminali più ricercati a livello internazionale. Le attività del gruppo sono molteplici: estorsioni, sequestri, traffico di droga, omicidi e sfruttamento sessuale. Tuttavia, una delle fonti di guadagno più rilevanti è il traffico di esseri umani, favorito dall’esodo di milioni di venezuelani negli ultimi anni.

L’organizzazione sfrutta le rotte migratorie e la vulnerabilità dei profughi, trasformando la crisi umanitaria in un’opportunità di profitto.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto anche una dimensione politica. Nel 2025, l’amministrazione Trump ha inserito il Tren de Aragua tra le organizzazioni terroristiche, utilizzando questa classificazione per giustificare deportazioni di migranti venezuelani, spesso contestate da organizzazioni per i diritti umani per la mancanza di prove concrete. Il Tren de Aragua rappresenta dunque molto più di una semplice banda criminale: è il prodotto di un contesto segnato da crisi economica, debolezza istituzionale e collasso del sistema carcerario.

Matteo Re, docente dell’Università di Madrid

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