Che caratteristiche aveva il pellegrinaggio a Santiago in epoca medievale? Esistono diversi documenti che dicono molto.
BENEDIZIONE La partenza era sempre preceduta da una Messa solenne durante la quale il Vescovo o il presbitero impartiva una particolare benedizione. Venivano benedetti sia la bisaccia (antenata dell’odierno zaino) sia il bordone (un lungo bastone, utile per aiutare nel cammino e per difendersi dagli animali selvaggi). Prima di partire il pellegrino era solito fare testamento; infatti il viaggio poteva durare parecchi mesi ed era contornato da numerose incognite e pericoli. Durante il rito solenne i pellegrini entravano nell’“ordo peregrinorum”; pronunciavano un vero e proprio voto con il quale si impegnavano a raggiungere la meta e a mantenere un particolare stile di vita. Il pellegrino era così protetto dalla chiesa: i suoi beni erano tutelati fino al ritorno, le cause pendenti venivano sospese, era esentato da tutti i pedaggi, i colpevoli di atti di delinquenza contro di lui venivano puniti severamente. Il pellegrino portava con sé una credenziale, sottoscritta dal Vescovo, che permetteva di attraversare tutti i territori ed attestava la sacralità del suo viaggio. Lungo il percorso l’accoglienza era garantita da numerosi “Hospitales” con tre funzioni principali: assicurare vitto e alloggio ai viaggiatori, assistere i poveri, curare i malati. All’arrivo i pellegrini dovevano prima di tutto partecipare ad una funzione religiosa; poi venivano loro lavati i piedi e infine venivano rifocillati. Nel caso di morte di un pellegrino, gli hospitaleros dovevano garantire loro la funzione religiosa e la sepoltura. In cambio dell’ospitalità, i pellegrini, se potevano, lasciavano un’offerta in denaro; in alternativa potevano lavorare per l’hospitale, senza però alcun obbligo.
MOTIVAZIONI Ma cosa spingeva migliaia di loro a lasciare ogni cosa per mettersi in cammino? Quali erano le loro motivazioni profonde? Alla base vi erano sicuramente motivazioni legate alla devozione per S. Giacomo. Gerusalemme era difficile da raggiungere, quindi Santiago e Roma (le due mete cristiane nelle quali era presente la sepoltura di un apostolo) divennero ideali per tutto il Medioevo. Il pellegrinaggio molto spesso aveva carattere penitenziale come percorso di purificazione dai propri peccati, che per l’uomo medievale erano considerati anche la causa di malattie fisiche. Anche per questo motivo il pellegrino, una volta arrivato a Santiago, bruciava l’abito con il quale aveva camminato fino alla meta e ne indossava di nuovi, quasi a simboleggiare la conversione ad una nuova vita. Il cammino era dunque un percorso di catechesi, costellato da tappe di riflessione e di crescita nella fede: durante il viaggio si entrava in una sorta di dimensione sacra, fatta di preghiera costante, di partecipazione alla Messa quotidiana, di atti simbolici di devozione, come la collocazione di croci o di piccole pietre lungo il percorso, simboli della volontà di lasciarsi alle spalle il peso dei propri peccati. Frequente era la “peregrinatio pro voto” per sciogliere un voto o per una grazia ricevuta durante una malattia, un pericolo corso e così via. Esisteva poi Il pellegrinaggio “ex mandatu”: una sorta di delega che veniva data da chi non poteva materialmente compiere il pellegrinaggio pro voto; spesso i nobili e i facoltosi retribuivano delle persone affinché compissero il pellegrinaggio in loro vece. Lo stesso facevano le persone malate, che impossibilitate materialmente a camminare fino alla meta, incaricavano un parente di compiere il pellegrinaggio.
I PERCORSI Per tutto il Medioevo i pellegrini partivano a piedi dalle loro case e raggiungevano Santiago percorrendo un reticolo di innumerevoli strade che da tutta Europa convergevano verso la Spagna. C’erano comunque dei punti di riferimento per percorrere buona parte del cammino in gruppo: Parigi, dove anche oggi esiste la chiesa dedicata a S. Giacomo; Vezelay, nella Francia centrale, la cui abbazia di Sainte Madelaine era anche ospitale; Le Puy En Velay, da cui si dirama la Via Podiensis, che unisce la Francia centro meridionale a Saint Jean Pied de Port; Arles, punto di partenza della Via Tolosana, che unisce la Francia meridionale al passo di Somport. Tutti questi itinerari confluivano poi a Puente la Reina, nei pressi di Pamplona, da dove l’ex Via Imperiate Traiana portava i pellegrini fino alla Galizia. Il percorso era segnalato mediante antichi “cruceiros” in pietra, posti agli incroci principali: alti crocifissi in pietra a due facce, con da una Cristo in croce e dall’altra Maria oppure la deposizione. Anche l’architettura delle chiese è progettata in funzione dei pellegrini. I portali di accesso e le navate laterali sono arricchiti con numerose statue di personaggi biblici, che avevano lo scopo di invitare i pellegrini a momenti di preghiera e di riflessione; le navate laterali, le cappelle ed i transetti sono molto ampi, in modo da permettere il passaggio e la sosta anche durante le funzioni, che si svolgono nelle navate centrali. Spesso si trovano numerose cappelle laterali, arricchite con la presenza di reliquie. Anche l’orientamento di numerose chiese è in funzione del pellegrinaggio, con l’ingresso rivolto ad est, cioè verso l’arrivo dei visitatori.
Roberto Giuliani

