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    Ambiente / Marin (Vigevano Sostenibile): «Occasione per una svolta»

    Per Vigevano Sostenibile l’epidemia può diventare un momento in cui ripensare la città in un’ottica sostenibile. Gli interventi che il presidente dell’associazione Roberto Marin immagina toccano diversi aspetti, dalla configurazione della Ztl alla promozione delle bici, dagli incentivi per chi riduce la sua “impronta ecologica” al contenimento dello smog. Con quale strategia?

    «Per ridurre le polveri sottili occorre un’ampia condivisione sul territorio, bisogna dialogare in una logica sovra-cittadina. E’ un impegno che solo un’amministrazione comunale può portare avanti, perché richiede un impegno a lungo termine, qualche anno per avere dei risultati significativi. Le strategie da mettere in campo sono tante, soprattutto un Comune può indicare alla cittadinanza una direzione».

    In che modo?

    «Penso alla viabilità,

    il primo punto è una ztl efficace in centro storico, che riduca gli accessi dei privati e liberi dalla presenza dei mezzi per la consegna merci

    «Attraverso una zona d’interscambio tra veicoli a motore e veicoli elettrici dimensionati per vie più strette e a prevalente traffico ciclopedonale. Accanto a questa ztl, la cintura che costeggia il centro, all’interno dei corsi principali, strutturata come una “zona 30”, a misura di mezzi pubblici o alternativi, quali bici o monopattini, per disincentivare l’uso delle auto».

    VIG Vigevano Sostenibile Roberto Marin
    Marin

    Ma Vigevano ha le caratteristiche adatte per un progetto di questo tipo?

    «Sì, è una città di medie dimensioni perlopiù pianeggiante e con dislivelli ridotti. Nelle ore di punta, andando in bici dalla periferia o dalle frazioni verso il centro ci si impiega meno tempo che in auto e non si ha il problema del parcheggio».

    Nei momenti di maggiore traffico parliamo anche di 12 minuti in bicicletta contro 25 in macchina

    «Certo ci sono delle criticità, perché le piste ciclabili non sono tutte collegate tra loro, servirebbe una rete cittadina completa collegata ai percorsi cicloturistici, in particolare la “Traccia azzurra” nel Parco del Ticino e verso Milano. Nei prossimi anni ci aspettiamo che si lavori in questa direzione e che si intervenga per migliorare la pavimentazione delle ciclabili esistenti; da ultimo vorremmo vedere attuati progetti di bike sharing».

    Al contrario quali azioni “positive” si potrebbero intraprendere per promuovere la mobilità sostenibile?

    «Il Comune potrebbe proporre uno sconto sulla Tari per chi investirà sulla riqualificazione energetica degli immobili, aggiungendo un altro incentivo accanto alle detrazioni fiscali attive a livello nazionale. La stessa cosa si potrebbe fare per chi sostituisce un’auto inquinante con una nuova, prevedendo un fondo per l’acquisto presso concessionarie locali, così si avrebbe anche una ricaduta economica sul territorio».

    VIG Vigevano Sostenibile centralina via Cairoli
    la centralina di via Cairoli

    Vigevano Sostenibile si è impegnata anche nel monitoraggio dell’inquinamento atmosferico: al momento è stata installata una sola centralina “indipendente”, a che punto è il progetto e quali sviluppi attendete?

    «La prima centralina è stata collocata in via Cairoli, che è una strada a ridosso del centro caratterizzata da un flusso di traffico imponente. I dati raccolti sono visibili sul sito purpleair.com. Il lockdown ha rallentato i lavori, ma siamo propensi a ripartire appena sarà possibile. Proprio la prossima settimana faremo una videoconferenza con un’associazione di Avellino che è interessata a replicare la nostra iniziativa».

    Qual è la situazione per quanto riguarda l’inquinamento idrico?

    «Nelle falde acquifere di Vigevano e della Lomellina si nota la presenza forte di ferro-manganese e ci sono anche tracce di micro-inquinanti quali atrazina, bentazone e molinate, ma anche nitrati. In Italia la tendenza è al peggioramento della qualità dell’acqua nelle falde, perciò nei prossimi anni ci aspettiamo che si debbano intraprendere costosi investimenti in apparecchiature di potabilizzazione, con maggiori costi in bolletta per i cittadini. Spesso, come scusa per evitare interventi forti, si usa l’argomento economico, ma il mondo sta cambiando passo e chi rimarrà fermo pagherà il conto dell’assenza di politiche ambientali non solo sul piano della salute, ma anche su quello finanziario».

    Gds

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