Lavoro/ Mancano le competenze: chi si impegna per un Its a Vigevano?

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Com’è possibile che non si riesca a trovare personale in una Provincia che complessivamente ha perso 9mila occupati rispetto al 2019, con un calo del 3.7% superiore al -1.7% regionale? E che potrebbe perderne altri con la fine del blocco dei licenziamenti, stante il fatto che la stessa Confartigianato, analizzando la “natalità d’impresa” ipotizza

l’esistenza di una “platea nascosta” di imprese che in altre circostanze avrebbero già chiuso i battenti

La risposta è nella mancata corrispondenza tra ciò che sa fare chi si offre sul mercato del lavoro e ciò che richiedono le imprese, uno “skill mismatch” che ha la sua origine nell’assenza di un’offerta formativa adeguata alle esigenze produttive del territorio:

la provincia di Pavia e nello specifico l’area di Vigevano e della Lomellina avrebbero bisogno di un Its, un Istituto tecnico superiore dedicato alla formazione di tecnici specializzati in alcuni degli ambiti che lo stesso studio di Confartigianato ha rivelato essere carenti,

altrimenti qualunque tentativo di ripresa sarà frenato in partenza, perché mancheranno le persone in grado di applicare nuovi modelli e nuovi strumenti: come si può parlare di rilancio se le attività faticano a trovare 720 artigiani e operai specializzati in meccanica ed elettronica? 720 su 1130 previsti.

Il presidente di Confartigianato Luigi Grechi lo scorso 5 marzo ha dichiarato a L’Araldo che l’Its serve «e con convinzione», ma che occorreva anche «una mappatura dei bisogni delle imprese», che ora è stata fatta; il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa nello stesso contesto aveva spiegato che era pronto a sostenere il progetto, ma che lo stesso doveva «nascere dal territorio e dall’esigenza dei comparti produttivi. Dove gli Its funzionano le aziende ne sono il primo motore», invitandole di fatto a fare il primo passo e spingendosi a ipotizzare «la costituzione di una commissione consiliare specifica». In cui troverebbero posto anche le forze di opposizione, a partire dal Pd che aveva posto proprio la realizzazione di un Its come cardine del programma del candidato sindaco Alessio Bertucci. Alla finestra ci sono anche Casale e Caramuel, i due dirigenti scolastici Elda Frojo e Matteo Loria studiano da tempo delle soluzioni e aspettano segnali dalle realtà produttive e politiche.

Da ultimo il Pnrr pone come obiettivo per migliorare l’istruzione la crescita degli Its e prevede 1.5 miliardi di euro per aumentarne del 100% gli iscritti, ampliando il numero di quelli esistenti.

Qualcuno vuole prendere l’iniziativa e passare dalle parole ai fatti? O tutti questi soggetti, che poi costituiscono la classe dirigente locale, si troveranno concordi nel recriminare quando sarà inaugurato in un’altra città?

Gds

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