Provinciali / Palli è il nuovo presidente, vittoria sul filo di lana

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Giovanni Palli è il nuovo presidente della Provincia, Vigevano resta senza rappresentanza anche se il neoeletto si impegna a farsi portavoce della città. «Io sono a disposizione di Vigevano – afferma nell’intervista rilasciata a L’Araldo – anche perché c’è un legame storico che mi lega a questa città, nella quale ho lavorato e che conosco benissimo. Inoltre c’è un gruppo che mi ha sostenuto in maniera netta»

ho parlato con sindaco e con i consiglieri comunali, soprattutto con Ceffa ho un grandissimo rapporto. Sarò il presidente di Vigevano, portando avanti quanto richiesto da una città importante come questa

Il sindaco di Broni e capo della Comunità montana dell’Oltrepò, 40 anni, ha battuto Angelo Bargigia, sindaco di Marzano, per 36852 voti ponderati a 36210,

uno scarto di 372 ovvero di un consigliere comunale: sarebbe bastata la preferenza di uno dei rappresentanti di Pavia, Vigevano o Voghera per ribaltare l’esito del voto.

Provinciali Pavia Giovanni Palli Elena Lucchini
Giovanni Palli (sindaco di Varzi) con la deputata Elena Lucchini

Il sistema elettorale assegna un “pacchetto” di voti a ogni sindaco o consigliere sulla base della popolazione del comune in cui sono stati eletti. Per la città ducale, ad esempio, ogni grande elettore contava 375 preferenze, il che consente di capire come potrebbe essere bastata una gita fuori porta di un sostenitore di Bargigia, piuttosto che un’improvvisa quarantena, a spostare l’esito della consultazione. Che in ogni caso Palli, candidato ufficiale di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, ha vinto a danno del rivale, anch’esso di centrodestra e, fino all’espulsione decisa proprio in seguito alla sua candidatura, compagno di partito. Un successo nel quale sarebbe stato determinante il voto proprio delle tre città principali e in particolare di Vigevano, con la maggioranza che avrebbe votato compatta per il nuovo presidente pur non riuscendo a eleggere il proprio candidato consigliere, Riccardo Ghia, penultimo della lista con 3000 voti.

INCERTEZZA Sul risultato tuttavia pesano due incognite. Se a livello politico Bargigia ha riconosciuto la sconfitta, resta aperta la strada dei tribunali, perché non è escluso che gli sconfitti presentino un ricorso formale e soprattutto la procura di Pavia starebbe valutando se aprire un’indagine per traffico di influenza. Secondo quanto emerge il sindaco di Pavia Fabrizio Fracassi sarebbe stato sentito in qualità di persona informata dei fatti in seguito alla diffusione di un comunicato in cui denunciava di essere stato sottoposto a una sorta di “scambio” che prevedeva l’approvazione del bilancio municipale in cambio del sostegno esplicito a Palli.

provinciali angelo bargigia
Bargigia, sindaco di Marzano

STRASCICHI Basterebbe questo per capire come il clima nella politica pavese, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non sia di festa. Il centrodestra esce spaccato dalle provinciali, con un presidente che si è imposto di misura nonostante concorresse con un avversario privo del sostegno ufficiale di qualunque partito; non a caso Palli annuncia che «la campagna elettorale è finita e con tutti e 12 i consiglieri provinciali si inizia a lavorare», un tentativo di ricucire per mettersi subito all’opera: «Le urgenze sono il Ppct provinciale e il Pnrr, bisogna mettere in piedi la cabina di regia per affrontare questa sfida importante e ottenere i fondi di cui il territorio ha bisogno. Infine voglio incontrare i sindaci».

GLI ELETTI Anche il centrosinistra si trova in difficoltà, non essendo riuscito a presentare una candidatura propria né a far vincere Bargigia, visto che una parte consistente del voto di quest’area è andata proprio allo sconfitto. Quanto al nuovo consiglio provinciale, Palli ha una maggioranza minima, anche se le funzioni di questo organo sono ridotte. Dei 12 membri, 6 provengono dalla lista del neopresidente, 2 da quella di Bargigia, 4 da quella di centrosinistra, in tutto 3 sono lomellini. I primi sono Daniela Bio (6687 voti pesati), vice presidente uscente, unica donna dell’assise e consigliere comunale di Mortara, Claudio Mangiarotti (6573), sindaco di Volpara e segretario provinciale di Fdi, Marco Facchinotti (4386), primo cittadino di Mortara a fine mandato, Antonio Costantino (3585), borgomastro di Gambolò; i secondi sono Giovanni Amato (3372), primo cittadino di Magherno espulso da Fi, e Filippo Droschi (2664), consigliere di Bressana Bottarone, i terzi Elio Grossi (5661), sindaco di Santa Cristina e Bissone noto per l’opposizione allo spopolare delle logistiche, Giuliano Ruffinazzi (5052), consigliere di Pavia, Emiliano Scolè (4260), consigliere di Casatisma, e Alessandro Zocca (4194), primo cittadino di San Martino Siccomario e candidato presidente mancato.

Giuseppe Del Signore

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2 Commenti

  1. I cittadini della provincia di Pavia ora hanno la prova provata che la politica nel loro territorio e fatta da capi Clan che agiscono nel loro esclusivo interesse cioè ‘la cadrega’. Non si riesce a capire come i politicanti di San Genesio possano da più di 10 anni ,influenzare in modo negativo la politica nella provincia di Pavia ,come fanno ad ottenere così tanti voti?…………..

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