Siccità Lombardia / Se nessuno decide e ci si affida al senso civico

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Continua ad aggravarsi la siccità in Italia. In pianura Padana la situazione è talmente compromessa che

nelle prossime settimane è sempre più probabile un’interruzione programmata dell’erogazione d’acqua in vaste parti del Piemonte e della Lombardia.

A delineare questo scenario è stato il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, intervenuto a Sky Tg24:

Non è escluso il fatto che il razionamento dell’acqua porti a una chiusura temporanea nelle ore diurne

A fronte di questa prospettiva quale potrebbe essere l’impatto il decreto del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che fa appello al senso civico dei cittadini e lascia ai sindaci la responsabilità politica di emettere ordinanze restrittive?

PP Siccità Lomellina - Siccità campi
i campi lomellini assetati d’acqua

MANCO’ IL CORAGGIO L’atto è stato pubblicato il 24 giugno e dichiara «lo “stato di emergenza regionale”», raccomanda «a tutti i cittadini di utilizzare la risorsa acqua in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace, limitandone il consumo al minimo indispensabile», mette «a disposizione dei sindaci dei Comuni uno schema di ordinanza», chiede agli stessi di «limitare il più possibile l’impiego dell’acqua potabile» e quindi stop a fontane, irrigazione nei parchi pubblici e negli impianti sportivi, lavaggio delle strade. Ancora i «gestori delle strutture acquedottistiche» sono invitati «alla più razionale gestione della risorsa idropotabile» e a segnalare criticità, mentre si richiede una cabina di regia nazionale sul tema. Provvedimenti che sembrano arrivare in ritardo, a situazione ormai compromessa e del resto è lo stesso Fontana a dichiarare che «una crisi idrica di questo tipo non si è mai verificata nella storia della Lombardia».

SENZA PROGETTI Resta da chiedersi perché non intervenire prima allora, visto che la tendenza era evidente quanto meno da mesi e segnalata dai bollettini “Idro meteo” di Arpa. Anche la Commissione europea, con un dossier dello scorso marzo dal titolo “Siccità in Italia settentrionale”, affermava che «il severo deficit di precipitazioni ha già colpito le risorse idriche. La competizione per l’acqua tra differenti settori comincerà prima del solto, particolarmente all’inizio del periodo irriguo». Eppure al di là di ritardare l’inizio dell’irrigazione di un paio di settimane non sono state intraprese iniziative strutturali per invertire la tendenza o per avviare quegli investimenti che, seppur non risolvendo l’emergenza odierna, sarebbero in grado di attenuare la carenza idrica in un paese che riesce a raccogliere solo l’11% dell’acqua che cade in seguito a fenomeni meteorologici.

PP Siccità Lomellina - Ticino
il Ticino, più vegetazione che acqua

A CHI TOCCA? Un piano per la costruzione di invasi serve su tutto il territorio nazionale – anche il governo pare esseri mosso in ritardo, Anbi, l’Associazione dei consorzi di bonifica, chiede che sia inserito nel Pnrr da mesi senza il divieto di nuove costruzioni – ma sarà utile per il futuro. Oggi gli interventi possibili sono pochi e affidati al comportamento dei cittadini e alle ordinanze dei sindaci, che tuttavia non sembrano particolarmente entusiasti di farsene carico, almeno a Vigevano e in Lomellina. Nello schema previsto dalla Regione si tratta di vietare l’innaffiatura di giardini e prati, il lavaggio di cortili, piazzali, auto, il riempimento di fontane, vasche, piscine, qualunque uso diverso da quelli alimentare, domestico, igienico, senza considerare la limitazione dell’uso di acqua in agricoltura richiesta invece dall’Autorità di bacino del Po nella misura di un -20%. Nonostante le sanzioni per i trasgressori, tutto è nelle mani della buona volontà dei singoli. Tutto, tranne l’acqua che sta sgocciolando via.

Giuseppe Del Signore

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