La speranza e la volontà di porre fine a ogni forma di conflitto, partendo da quello in Ucraina.
Il 5 novembre a Roma quasi centomila persone hanno partecipato a “Europe for peace”, iniziativa per la pace alla quale hanno aderito centinaia di realtà italiane, tra cui molte del mondo cattolico e alcune anche da Vigevano e dalla Lomellina.

Rappresentanti della politica italiana, laici, cattolici, giovani, anziani insieme per chiedere di fermare la guerra in Ucraina. Tra i promotori “Rete italiana pace e disarmo”, Comunità di Sant’Egidio, Acli, Associazione Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica, Fuci, Movimento dei focolari, i principali sindacati, Anpi, Emergency, Libera, “Fridays for Future Italia”, Coreis (Comunità religiosa islamica), Fcei (chiese evangeliche), Banca Etica, Oxfam, Greenpeace, Federconsumatori, Anci e tantissime altre tra cui la sezione Anpi di Vigevano e la realtà ducale “Pensare globalmente agire localmente”.

LE MANIFESTAZIONI «Sono andato a Roma e posso assicurare che ho visto una notevole partecipazione – racconta Salvatore Marrano, presidente della sezione Anpi di Vigevano – l’impressione che ho avuto è l’interesse comune a tutti gli schieramenti politici di porre fine alla guerra. Oltre a inviare armi all’Ucraina, ritengo doveroso trovare anche altre soluzioni. Non è questa l’Europa dei popoli ideata dai padri fondatori, basata su principi quali uguaglianza e libertà». Anpi non esclude la possibilità di organizzare anche qualche iniziativa a Vigevano. «Non c’è ancora nulla di definitivo – precisa Marrano – ma se dovessimo averne la possibilità, pianificheremo qualche idea inerente a questa tematica nel Castello Sforzesco di Vigevano o in Piazza Ducale». Se a Roma erano presenti striscioni e bandiere della pace, lo stesso non si può dire di Milano, dove erano prevalenti quelle ucraine.

NO ALLA GUERRA «La guerra è un crimine contro l’umanità – evidenzia Fortunato D’Amico, dell’associazione Pensare Globalmente Agire Localmente – dobbiamo fare di tutto per fermarla, portando un messaggio di pace reale, di pace preventiva. Molti cittadini della Lomellina provengono dall’Ucraina: il messaggio che è emerso dalle manifestazioni è la volontà di togliere le guerre». Volontà e prevenzione: queste le parole chiave. «Ad oggi – spiega D’Amico – sono in corso di svolgimento circa un centinaio di conflitti nel mondo. La pace preventiva deve essere considerata come l’unico modo per evitare le guerre». Questo perché prevenire, servendosi dell’informazione e della conoscenza degli eventi, è sempre meglio che curare. «Il problema del conflitto ucraino è davvero complesso da analizzare – afferma D’Amico – occorre che le persone inizino a utilizzare i mezzi di comunicazione per avere un’idea di ciò che sta accadendo». Una pace tanto desiderata, ma che va ricercata anche nell’ascolto, nel linguaggio e nello studio. Almeno su questo non sembra sussistere alcuna forma di divisione. «Nessuno – conclude Fortunato D’Amico – dovrà rassegnarsi alla guerra e alla legge della violenza. Tutti devono invece ergersi a costruttori di pace».
Edoardo Varese


