A che punto è la Comunità energetica rinnovabile di Garlasco? La domanda torna d’attualità a circa nove mesi dalla presentazione pubblica del progetto, avvenuta nel novembre 2025, quando l’amministrazione aveva organizzato incontri per illustrare ai cittadini le opportunità offerte dalla nascita di una Cer.
PASSO IMPORTANTE L’iniziativa, allora, era stata presentata come un passo importante verso un nuovo modello di produzione e condivisione dell’energia, con la possibilità di coinvolgere cittadini, imprese ed enti del territorio. L’amministrazione guidata dal sindaco Simone Molinari aveva avviato un percorso tecnico-organizzativo per arrivare alla costituzione della Comunità energetica. Alla presidenza era stata nominata la vicesindaco e assessore all’ambiente Isabella Panzarasa, in rappresentanza del Comune di Garlasco, socio fondatore insieme al vicepresidente Alessandro Menegatti, a Francesco Bordese e a Studio Pasini Srl. «La Cer Garlasco – aveva spiegato Panzarasa – rappresenta il punto di partenza di un percorso che accompagnerà la nostra comunità verso la transizione energetica. I vantaggi economici per chi aderisce sono significativi: un contributo a fondo perduto del 40% per l’installazione di impianti fotovoltaici, incentivi per l’energia immessa in rete e una tariffa agevolata. Ma il valore più grande non è solo economico. La riduzione delle emissioni di CO₂, la minore dipendenza dai combustibili fossili e, soprattutto, la possibilità di reinvestire parte degli incentivi in progetti sociali rendono questa iniziativa un’occasione unica per costruire una comunità più giusta e solidale».
RISPARMIO Il risparmio è stimato fino al 70% per i consumatori e al 30% per i produttori, pari a circa 70 euro ogni 1000 kWh di energia condivisa. Un beneficio concreto che potrebbe estendersi anche ai Comuni collegati alla cabina primaria di Garlasco: Alagna, Borgo San Siro, parte di Dorno, parte di Ottobiano e Tromello. Nei documenti contabili dell’ente relativi al 2025 in effetti compare una spesa per il «servizio di supporto tecnico-organizzativo per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile», segno che il progetto è effettivamente entrato in una fase operativa almeno sul piano della progettazione e della consulenza. A oggi, però, non sono emerse comunicazioni pubbliche in grado di chiarire se la Cer abbia completato tutti i passaggi necessari per diventare effettivamente operativa.
A CHE PUNTO SIAMO Le domande sono diverse. È stata completata la procedura necessaria per l’accesso ai servizi previsti dal Gestore dei servizi energetici? Quanti cittadini, aziende o enti hanno aderito? E soprattutto, quando sarà concretamente possibile entrare a far parte della Cer e iniziare a condividere l’energia prodotta? Per fare il punto della situazione è stata interpellata l’assessore all’ambiente Isabella Panzarasa: «Ho chiesto alla società di consulenza di inviarmi un report riassuntivo dello stato del progetto. Non appena in mio possesso, sarà mia cura aggiornarvi». Una risposta che lascia aperta la questione. La Cer di Garlasco non risulta cancellata o abbandonata, ma al momento non è neppure possibile stabilire con certezza, sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili, se sia già entrata nella sua piena fase operativa. Il prossimo passaggio sarà quindi il report richiesto alla società di consulenza, dal quale dovrebbero emergere con maggiore precisione lo stato dell’iter, gli eventuali adempimenti ancora da completare, il numero delle adesioni.
Davide Zardo


