Dal centro islamico niente sconti: «Chi delinque paghi»

La comunità musulmana di Vigevano si schiera al fianco delle istituzioni: chi fa danni deve pagare. E’ unanime la condanna che arriva dal centro islamico El Medina dopo gli episodi violenti che, nelle scorse settimane, si sono verificati per le vie del centro storico ducale: fattacci per i quali sono finiti nel mirino dell’opinione pubblica giovani di origine immigrata, soprattutto dal Nordafrica, o ragazzi di seconda generazione, indicati (a torto o a ragione) come i principali responsabili di risse e aggressioni.

PUNIRE Dal centro islamico, non si ammettono ambiguità: «Dal nostro punto di vista, chi delinque può avere tutte le nazionalità od origini del mondo, ma deve andare in galera. E infatti noi facciamo il possibile per collaborare con le istituzioni, se succede qualcosa all’interno della nostra comunità». E anche all’interno del centro di via Rovereto si discute sulle difficoltà delle nuove generazioni: «Un problema con i giovani c’è: lo sappiamo, lo sentiamo per strada, lo leggiamo sui giornali». E anche se quello delle bande violente di ragazzini non è una specificità della comunità musulmana vigevanese, ma coinvolge giovanissimi di ogni estrazione e origine, il dialogo è sempre aperto, in caso di criticità:

Facciamo tutti gli sforzi possibili per quello che può fare un’associazione culturale-religiosa e in caso di problemi di questo tipo, cerchiamo di parlare anche con le famiglie coinvolte.

APERTURA «Come associazione religiosa, facciamo quello che possiamo con iniziative culturali, formative, ma anche aprendo le nostre porte alla città – proseguono – come alla rottura del digiuno durante il Ramadan, un evento al quale hanno preso parte le istituzioni, il sindaco e anche il Vescovo». Da quando nel 2020 è stato inaugurata la nuova struttura di via Rovereto, il centro islamico El Medina è diventato un punto di riferimento sempre più importante per i musulmani di Vigevano e della Lomellina. Qui si prega e si studia il Corano, ma non solo: al centro tanti giovani si impegnano in attività culturali, di volontariato, anche in tuta e scarpini per giocare a pallone. Aprendosi alla città, ma anche vedendo la città aprirsi a loro: durante la festa della Repubblica del 2021 il dono fatto dalla comunità islamica all’amministrazione, un manifesto sull’importanza di conoscere la Costituzione, è stato salutato con favore da parte del sindaco Andrea Ceffa.

DAI ROMANI Anche se poi ogni situazione fa storia a sé e può pesare il contesto familiare, il paese d’origine, l’essere straniero o italiano, magari di seconda generazione. «Noi ci sforziamo di fare la nostra parte – fanno sapere dal centro islamico – e dall’amministrazione comunale c’è sempre la volontà di venire incontro. A livello locale i problemi sono quelli concreti, quelli che si affrontano nella vita di tutti i giorni e per questo c’è volontà di risolverli». Il discorso si fa diverso quando si allarga lo sguardo ai “piani alti”: «A livello nazionale c’è carenza di questa sensibilità. Penso a quanto accade nel Regno Unito, dove un poliziotto sikh è fiero sia di rappresentare lo stato britannico, sia di portare il turbante simbolo della sua religione. Qui da noi è impensabile… e pensare che basterebbe copiare quanto facevano un tempo i Romani».

Alessio Facciolo

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