La 137th Street di Chicago sembra una vecchia strada di campagna. Buche nell’asfalto, una discarica abusiva in uno slargo accanto alla carreggiata. Si chiude su una cancellata ricoperta da rampicanti, oltre la quale è possibile intravedere alcuni edifici malconci, una croce, un campanile. È passando da South Leyden Avenue, costeggiando una serie di villette sull’altro lato, che la chiesa diventa chiaramente distinguibile. La statua della Vergine all’ingresso sembra guardare con aria malinconica il prato poco curato: è proprietà privata, ma qualcuno ogni tanto riesce a sgattaiolare dentro. All’interno dell’edificio, i muri azzurrini sono corrosi dall’umidità e coperti di graffiti; il tetto è sfondato, ma le vetrate colorate sono per assurdo quasi tutte intatte. Un tempo, alla parrocchia di Saint Mary of the Assumption, si pregava: ed è tra queste mura che da bambino ha conosciuto la fede papa Leone XIV, il primo statunitense nella storia della Chiesa a salire al soglio di Pietro.
IN QUARTIERE Edificato nel 1887, e chiuso definitivamente nel 2011, l’edificio di culto negli ultimi giorni è stato preso d’assalto da fedeli e curiosi proprio per via di questa legacy con il santo padre, che con i genitori e i due fratelli frequentava la parrocchia negli anni della sua infanzia. La famiglia del Papa viveva infatti poco distante, nel sobborgo di Dolton. Se la chiesa ha chiuso i battenti non è perché la gente di questo quartiere, purtroppo una delle zone più depresse della città, non crede più: semplicemente, crede in altro. Nel giro di poche centinaia di metri ci sono una chiesa battista, una sala di preghiera evangelica, una chiesa pentecostale, tutte molto frequentate dagli abitanti del posto, in gran parte afroamericani. Nell’estremo sud di Chicago i cattolici sono ormai una minoranza, ma nella Wind City degli anni ‘50 in queste strade viveva una composita comunità cattolica: tedeschi e irlandesi, i primi ad arrivare qui, e poi belgi, olandesi, boemi, slovacchi, lituani, croati, franco-canadesi e italiani, molti italiani, attirati dalle tante fabbriche della zona.

GLI ANTENATI Un retaggio cosmopolita che è anche quello di Robert Francis Prevost: secondo quanto ricostruito dal sito WikiTree basandosi su fonti dell’anagrafe americana, il nonno paterno Jean Lanti Prevost parrebbe essere nato a Torino nel 1860; dopo il matrimonio con la francese Suzanne Louise Marie Fabre si sarebbe trasferito negli States, a Chicago, dove nel 1920 è nato Louis Marius Prevost, padre del Papa. Parrebbero esservi avi italiani anche nell’albero genealogico della madre Mildred Agnes Martinez: il bisnonno di Leone XIV Giacomo Martino sarebbe partito da Sanremo destinazione Caraibi prima (“spagnolizzando” il cognome in Martinez) e Lousiana poi, dove si sarebbe infine stabilito. La famiglia Martinez, secondo alcuni ricercatori, avrebbe fatto parte della comunità creola di New Orleans, quel mix culturale composto da persone di origine francese, spagnola e afrodiscendente accomunate, anche, dalla fede cattolica. Un credo che pure la “chicagoan” Mildred Martinez ha continuato a professare.
UN FUTURO Alcuni ex parrocchiani di St. Mary, intervistati dal quotidiano Chicago Sun-Times, ricordano “Millie” e il suo intenso impegno per la parrocchia: «Era una di quelle che chiamavamo church ladies (donne di chiesa, ndr) – racconta una signora – andava a messa tutti i giorni, puliva l’altare, la chiesa, la sacrestia. Era coinvolta in tutto, comprese le attività di beneficenza». Cantava, e bene, anche nel coro e due delle sue sorelle, riporta sempre il Sun-Times, erano suore. La devozione di Mildred (laureata e di professione bibliotecaria) e del padre Louis (veterano di guerra, insegnante e anche catechista) hanno probabilmente ispirato anche il giovane “Bob”, chierichetto e brillante studente alla scuola della St. Mary, tanto da spingerlo a 14 anni a scegliere la via del seminario. Ora per quella chiesa, dove nessuno spolvera l’altare da quasi 15 anni, qualcuno si aspetta un nuovo futuro: il proprietario dell’area, che gestisce una no-profit, vorrebbe racimolare fondi per costruire un campus con annesso banco alimentare dedicato al Papa, e l’amministrazione di Chicago ha in programma in questi giorni una commissione per capire come includere il sito nelle aree cittadine da tutelare. Magari riportando le istituzioni a occuparsi di un quartiere dove, a quanto pare, è più facile l’incontro con Dio.
Alessio Facciolo



