«Questo sistema è stato fatto da persone che non hanno la minima idea di come funzioni uno studio medico». Così il dottor Luca Bellazzi, di Vigevano, commenta i continui disservizi del Siss, il Sistema informatico socio sanitario regionale.
PETIZIONE Una situazione che ha spinto le sezioni lombarde della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) a promuovere una raccolta di firme. Negli ultimi mesi i medici della Lombardia hanno riscontrato gravi disagi a causa dei frequenti malfunzionamenti di uno strumento che dovrebbe garantire una gestione efficiente delle prescrizioni sanitarie dei cittadini (farmaci, visite specialistiche, esami strumentali) specialmente dei pazienti fragili. Al contrario, i costanti blocchi e ritardi stanno generando inefficienze e una crescente frustrazione sia tra i cittadini che tra i medici. Inoltre, l’inaccessibilità del sistema di posta elettronica Crs per diversi giorni ha compromesso e reso difficoltosa la comunicazione medico-paziente, aumentando disagi e contenziosi. Per queste ragioni le Fimmg di Brescia, Bergamo, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza, Pavia, Sondrio, Varese hanno invitato medici e pazienti a firmare una petizione per sollecitare Regione Lombardia a risolvere tempestivamente le criticità e garantire un sistema sanitario realmente funzionale alla tutela della salute pubblica.
PROBLEMI OGNI GIORNO «Tutti i giorni con questo sistema c’è qualcosa che non funziona. – racconta il dottor Bellazzi, che ha lo studio a Vigevano — Già siamo pochi e ci hanno chiesto di aprire il massimale, che almeno ci diano un programma funzionante. Per accedere a un referto bisogna aprirli tutti, perché sono contrassegnati allo stesso modo. Non solo, ma le cartelle dell’emocromo sono siglate con la S di “siero” e se uno non lo sa le cerca con la E e il computer non le trova». É solo uno dei tanti inconvenienti che i dottori si trovano ad affrontare ogni giorno.
Questo sistema _ continua il dottor Bellazzi — è stato ideato da gente che non sa come si svolge il lavoro negli ambulatori. Un giorno è andata via la corrente per mezz’ora e mi sono trovato a visitare i pazienti senza dover usare il computer: ci ho messo un centesimo del tempo che impiego di solito. Certo che se la durata media di una visita è di meno di 10 minuti… Temo che sarà sempre peggio.
Il dottor Alessandro Rubino, vicesegretario provinciale della Fimmg, conferma: «Tutte le settimane il sistema va in black-out. È in funzione dal 1999 e questi problemi informatici esistono almeno dal 2020, quando ho iniziato a lavorare: impossibilità di fare i certificati di malattia, stampa solo di ricette rosse, difficoltà a trasmettere prescrizioni telematiche con conseguente obbligo per il paziente di presentarsi in studio. E tutto questo succede soprattutto nei momenti di maggior bisogno, quando il carico di utenza è elevato, come al lunedì mattina. Con questa petizione vogliamo esprimere tutto il nostro disagio alle istituzioni. In tutta la regione abbiamo già raccolto 3.432 firme».
Davide Zardo



