Primo maggio, un convegno dei sindacati sul lavoro povero

Il lavoro povero, la precarietà e il part-time involontario sono le criticità riscontrate dai sindacati analizzando la situazione occupazionale della provincia di Pavia e di cui si parlerà oggi a Pavia in piazza della Vittoria, durante il convegno “Lavoro dignitoso” organizzato da Cgil, Uil e Cisl.
CISL L’obiettivo è mettere al centro la qualità del lavoro, la sicurezza, salari adeguati, oltre «alla stabilità occupazionale e il valore della persona – spiega Marco Contessa, segretario generale di Cisl Pavia Lodi – ci troviamo in una fase segnata da profondi cambiamenti economici, tecnologici e sociali. Per questo motivo il lavoro non può essere ridotto a merce o a costo da comprimere, deve invece essere considerato come uno strumento di libertà, autonomia e partecipazione democratica. Servono più contrattazione collettiva, maggiori garanzie per coloro che operano nei settori esposti alle trasformazioni produttive e più diritti per chi rischia precarietà, esclusione o impoverimento».
SALARI BASSI A livello di occupazione, a fine 2025, Cisl Pavia Lodi ha rilevato una diminuzione della disoccupazione in provincia di Pavia, rispetto a un anno fa, con una crescita nel commercio, nell’edilizia e nei servizi. Tuttavia restano diverse criticità: «Il territorio detiene la media salariale più bassa di tutta la Lombardia – continua Contessa – un fattore che incide sulla qualità della vita dei lavoratori e rende il territorio meno attrattivo. Per affrontare queste problematiche, è fondamentale un lavoro sinergico tra le istituzioni locali e le parti sociali. L’obiettivo primario deve essere non solo la creazione di posti di lavoro, ma anche il miglioramento della loro qualità.Un impegno congiunto in questa direzione è essenziale per trasformare la crescita quantitativa dell’occupazione in un vero sviluppo socio-economico per la provincia di Pavia».
CGIL Una fotografia simile la offre anche Cgil Pavia: «Anche nel 2025 e in questi primi mesi del 2026 persistono fenomeni di working poor, precarietà, gender gap e disuguaglianze crescenti – analizza Fabio Catalano, segretario generale di Cgil Pavia – accanto a questo, le transizioni in corso possono rappresentare opportunità importanti, ma solo se accompagnate da politiche inclusive e da un forte protagonismo delle parti sociali. Inoltre è evidente che le innovazioni tecnologiche e l’intelligenza artificiale stanno cambiando profondamente il mondo produttivo. Il nostro compito è governare questi processi, rafforzando la contrattazione collettiva e costruendo nuove garanzie, affinché nessuna lavoratrice e nessun lavoratore venga lasciato indietro. In un contesto come questo il 1° maggio rappresenta un momento fondamentale per rimettere al centro il lavoro dignitoso, in un contesto segnato da trasformazioni profonde». La Cgil si concentra anche su quei giovani costretti a trasferirsi verso Milano o in altre regioni per cercare un’occupazione sicura e stabile, per questo secondo Catalano «oggi più che mai è necessario ribadire che il lavoro non può essere precario, povero o insicuro, ma deve garantire diritti, tutele e una giusta retribuzione, altrimenti nessuno avrà modo di costruirsi un futuro. Per questo serve un impegno da parte di tutte le istituzioni».
UIL Aspettando il confronto Uil Pavia si espone sulla mancanza di opportunità per i giovani: «I numeri sono da capogiro – denuncia il segretario Carlo Barbieri – l’inattività giovanile, il fenomeno Neet, è in aumento. Molti ragazzi si ritrovano intrappolati in contratti brevissimi che non consentono loro di costruirsi un futuro. Come Uil Pavia vogliamo proporreun patto per eliminare il precariato, introducendo il contratto a tempo indeterminato come standard per tutti, seguendo l’esempio del modello spagnolo». Per contrastare il lavoro povero invece Uil Pavia chiede «la detassazione degli aumenti contrattuali al 5% – continua Barbieri – per i redditi fino a 33mila euro. Riguardo all’intelligenza artificiale va governata in modo da ridurre l’orario di lavoro a partità di salario».

Edoardo Varese

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