I giovani del territorio sono sempre più ansiosi e stressati. Questo quanto emerge dalla conferenza “Psicologo di famiglia”, tenutasi lo scorso 7 giugno, dall’Associazione Medici di Famiglia Vigevano e Lomellina nella sala Duse del Teatro Cagnoni.
IL PROGETTO Due le anime dell’iniziativa: un’indagine epidemiologica e un intervento pilota. A illustrarne i dettagli è stata la dottoressa Alessia Rosi del Cdcd (presidio per i disuturbi cognitivi e le demenze) Lomellina. «Abbiamo raccolto 461 questionari da maggio 2023 a maggio 2024 – ha spiegato – somministrati su base volontaria a persone dai 18 ai 95 anni, con un’età media di 51». Oltre ai dati demografici e di salute fisica, il questionario indagava benessere psicologico, qualità della vita, solitudine e condizione dei caregiver. Il 49.5% degli intervistati soffre di almeno una patologia cronica, ma quasi il 16% si dichiara “per niente preoccupato” della propria condizione. Un dato che suggerisce una scarsa consapevolezza del rischio.
GIOVANI Fulcro della ricerca, i dati relativi al benessere psicologico della fascia più giovane. Dall’indagine, i più giovani (18-29 anni) registrano i punteggi più bassi, indicando livelli moderati di stress, ansia e difficoltà di autoregolazione emotiva.
È un campanello d’allarme – ha sottolineato Rosi – perché la vitalità e il benessere soggettivo risultano inferiori rispetto alla media nazionale del 2012.
Un altro paradosso emerso riguarda la percezione della salute, per cui i giovani giudicano migliore la salute fisica rispetto a quella psicologica, mentre per gli over60 è il contrario. Non solo stress e ansia, ma anche solitudine. I giovani, soprattutto donne, ne soffrono più degli adulti, invertendo quanto di solito emerge dalla letteratura scientifica. Eppure, il 34.8% degli intervistati si dice propenso a rivolgersi a uno psicologo, anche se molti preferirebbero non trovarlo all’interno dello studio medico, ma al di fuori, per timori legati alla privacy.

PSICOLOGO Ad aderire al progetto “Psicologo di Famiglia” 20 medici di medicina generale del territorio che, per la seconda parte dell’iniziativa, hanno inviato 80 pazienti dagli specialisti per la seconda parte di intervento. Di questi 80, 66 hanno aderito al percorso di tre colloqui con uno psicologo. I dati raccolti su 52 partecipanti rivelano che ansia, depressione e problemi relazionali erano le problematiche più frequenti, ma alla fine del percorso, la percezione della gravità dei sintomi risultava ridotta e il benessere complessivo migliorato. «Non si parla di guarigione – ha chiarito Rosi – ma di un cambiamento nell’atteggiamento, nella capacità di affrontare il problema». Resta l’importanza di questa iniziativa: «Dopo il Covid, i casi di disagio psichico sono aumentati – ha concluso il dottor Luca Bellazzi – e lo vediamo ogni giorno con oltre 16mila accessi annuali agli ambulatori. Per i giovani anche sintomi fisici banali possono diventare fonte di ansia».
Rossana Zorzato

