Troppa pioggia, in ritardo la semina del mais

Le abbondanti piogge delle scorse settimane rischiano di ritardare la semina del mais. Questa ha luogo tra aprile e maggio, ma per poter avvenire al meglio richiede che i terreni siano completamente asciutti. Una condizione meteorologica, che preoccupa gli agricoltori del territorio lomellino:

L’acqua serviva, ma è vero che si rischiano dei ritardi nella semina del mais – spiega Cesare Bazzano, agricoltore dell’azienda “I Dossi” di Remondò – dovranno dirci come muoverci, perché non possiamo lasciare i campi vuoti.

TIMORI Il fango rende impossibile iniziare i lavori previsti per l’inizio della primavera. «Ha piovuto per troppo tempo – conferma Bazzano – proprio per questo motivo ci sono molti agricoltori che dovranno attendere prima di iniziare la preparazione e la semina. Chi avrà grandi quantità di mais da seminare non potrà lavorarle tutte. Per fare in modo che non si verifichino eccessivi ritardi occorre che nel corso delle prossime settimane si assista a giornate completamente soleggiate». Una situazione che tuttavia non dovrebbe verificarsi, almeno stando al bollettino “Idro Meteo” diffuso da Arpa Lombardia il 14 marzo, nel quale si prevedono in aprile precipitazioni e temperature «superiori alla norma», mentre a maggio le prime dovrebbero normalizzarsi per poi essere inferiori alla norma tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, in un quadro di temperature costantemente superiori alle medie stagionali.

ABBONDANZA Allo stesso tempo ora che l’acqua c’è, gli agricoltori vogliono usarla senza che si disperda: «Occorrerebbe effettuare lavori sui torrenti e sui canali che trasportano acqua nei campi – afferma un agricoltore lomellino – servono i bacini idrici, altrimenti qualora si dovessero verificare alluvioni per noi sarebbe un problema non indifferente. Soprattutto si rischierebbe di tornare indietro di almeno 30 anni. L’acqua per fortuna non manca, ma senza adeguata manutenzione non risulta possibile accumularla, conservarla in modo da poterla utilizzare durante i momenti di criticità».

RITARDI Si mostra cauto Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia, che pur non escludendo la possibilità di un ritardo della semina, sottolinea di come «la situazione non debba essere enfatizzata. Qualche ritardo sarà inevitabile, ma mi sento di sottolineare che il terreno per fortuna sia zuppo. Meglio che abbia piovuto, sicuramente meglio la pioggia rispetto a una prolungata siccità, come quella che si è verificata tra il 2022 e il 2023». Secondo Lasagna «con le giuste condizioni meteorologiche si potrà recuperare parte del ritardo della semina del mais».

Edoardo Varese

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