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Attività produttive del territorio: come stanno andando? Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Vigevano e Lomellina, lancia l’allarme: «Segnali sempre più preoccupanti ci giungono da un mercato che ha perso molte delle caratteristiche che siamo abituati a conoscere, il deteriorarsi repentino del quadro economico rischia di mandare in crisi irreversibile il nostro patrimonio di imprese, soprattutto sul fronte della mancanza di liquidità che le imprese stanno soffrendo proprio a causa della congiuntura che mi sembra negativa».

CAMBIARE Ma di cosa hanno bisogno le attività produttive? Assolombarda chiede un approccio non ideologico alla sostenibilità, di favorire le aggregazioni industriali, di rilanciare un piano sulla falsariga di “Industria 4.0”, di promuovere una percezione dell’Italia all’estero più corretta: Confartigianato condivide queste esigenze? «Dobbiamo ascoltare i mercati, raccoglierne le richieste e comprendere che negli ultimi due anni hanno affrontato cambiamenti radicali, ai quali le nostre imprese devono adattarsi con la massima sollecitudine, riorganizzando i processi e i prodotti, creando legami più stretti con i fornitori e con i clienti e avviando processi di internazionalizzazione più professionali, guidati da esperti, supportati dalla conoscenza dei Paesi destinatari dell’azione commerciale, e dalla capacità di negoziare». Un passaggio ineludibile che necessita di
supporto al credito per investimenti produttivi e per liquidità che in questo momento viene a mancare. Bisognerà ragionare ad ampio spettro e a farlo dovranno essere anche le istituzioni, alle quali chiedo adeguate politiche industriali.
ENERGIA Quali? «Ci sono aziende, anche piccole, che sono già sostenibili anche se non lo sanno. Cosa fare? Codificare questa sostenibilità o conquistarla con gradualità per ottenere anche delle certificazioni fondamentali per rimanere fornitori qualificati nell’ambito delle filiere, che sono esse stesse in forte cambiamento». Altro capitolo l’approvvigionamento energetico, considerato che «nel lungo periodo nel green sono necessari investimenti e cambiamenti strutturali che richiedono anni o decenni» e quindi «le strade percorribili sono tante: vento, sole, nucleare, idrogeno… e nessuna percorribile nell’immediato».
Isabella Giardini

