1Maga (Cisl): «Domanda e offerta non s’incontrano»

Elena Maga, segretaria generale di Cisl Pavia
Elena Maga, segretaria generale di Cisl Pavia

«A Vigevano e in Lomellina non c’è un incontro tra domanda e offerta di lavoro, un dato che si rispecchia con la situazione regionale e nazionale». Queste le parole di Elena Maga, segretaria generale Cisl di Pavia e Lodi, che commenta lo stato del mercato lavorativo nella provincia di Pavia, soffermandosi soprattutto sulla Lomellina.

TERRITORIO Nonostante questo quella che vivono Vigevano e i comuni circostanti sia una situazione abbastanza omogenea a quella delle altre realtà lombarde, anche in questo caso a farla da padrone sono precarietà e disoccupazione giovanile. «Il mercato del lavoro vigevanese è analogo a quello del territorio pavese – commenta Maga – vi è presente un numero abbastanza elevato di giovani, Neet e non, che non sono occupati in questo momento e, dall’altro lato, ci sono aziende che sono alla ricerca di figure specifiche che non ci sono. La nostra speranza è che con il potenziamento del centro per l’impiego di Vigevano possa migliorare la situazione lavorativa di tante persone in cerca di un’occupazione».

FORMAZIONE Una carenza di competenze che potrebbe essere colmata da una formazione fornita dalle scuole, in modo da poter agevolare l’inserimento nel mondo lavorativo e andare incontro alle esigenze delle aziende. «Il mercato del lavoro in questi ultimi anni ha un’evoluzione frenetica – continua la segretaria generale – e avere determinate competenze diventa sempre più importante, ma allo stesso tempo sempre più complicato».

Bisognerebbe avere una visione complessiva dello sviluppo del paese, una politica industriale lungimirante di rilancio della produzione, con un disegno a lunga scadenza in modo che anche le scuole abbiano il dovere di seguire. Solo in questo modo si potrebbero fornire competenze adeguate agli alunni nel corso degli anni di formazione.

PERSONALE QUALIFICATO Tuttavia queste mancanze non si ritrovano solo nelle abilità dei lavoratori, ma anche nella ricerca di alcune figure particolari che, attualmente, è sempre più complicato trovare. «Ultimamente parecchie occupazioni rimangono scoperte nel mondo del lavoro e, soprattutto, in quello dell’industria – spiega Maga – si tratta di figure come ingegneri elettronici, ma anche di operai specializzati. Questo è un’altra grande criticità che le aziende stanno affrontando e che spesso fanno fatica a far fronte. In sintesi, posso dire che proprio la carenza di personale specializzato, così come di tecnici in grado di usare determinati macchinari, sia uno dei primi problemi che crea difficoltà nella produzione di un’azienda».

2Catalano (Cgil): «Troppi disoccupati e non qualificati»

Fabio Catalano, segretario confederale di Cgil Pavia

Lavoro tra precarietà e mancanza di competenze. È questo il quadro che emerge dai dati provinciali riguardanti il mercato del lavoro nella provincia di Pavia, dati che fanno riflettere, se confrontati a livello regionale, e che destano grande preoccupazione tra i sindacati, tra cui la Cgil.

«Il lavoro in provincia di Pavia è contraddistinto da una percentuale di disoccupazione che è una di quelle più alte rispetto alla Regione Lombardia – commenta Fabio Catalano, segretario confederale di Cgil Pavia – soprattutto per quanto riguarda l’occupazione femminile».

Si tratta di un mercato contraddistinto da una forte presenza di rapporti di lavoro precari, quindi contratti a tempo determinato e, dall’altro lato, di lavoro somministrato dalle agenzie interinali. È una precarietà che si ripercuote su quella che è la retribuzione del lavoratore, incidendo sulla vita e sul bilancio familiare delle persone.

DIFFICOLTA’ Tuttavia non tutti i lavoratori si ritrovano nella stessa situazione. Tra le varie fasce di cittadini, ce ne sono alcune che sono più colpite dalla precarietà e che si trovano maggiormente in difficoltà per l’inserimento nel mondo lavorativo. «Ci sono delle categorie in maggiore sofferenza – prosegue Catalano – da un lato ci sono le donne che, ancora oggi, sono quelle che riscontrano maggiori difficoltà nel mondo del lavoro; un gap tra occupazione maschile e occupazione femminile che non cessa d’esistere. Dall’altro lato ci sono i cosiddetti Neet, ovvero i giovani che non studiano né sono in cerca di un’occupazione, fenomeno che dai dati risulta maggiormente presente nella provincia di Pavia e per questo anche penalizzante dal punto di vista economico e lavorativo». Difficoltà diverse affrontate dai lavoratori più maturi della fascia 40-50 anni che, in un mondo del lavoro in continuo sviluppo e trasformazione, fanno sempre più fatica a reinserirsi.

COMPETENZE Per andare incontro alle esigenze sia dei lavoratori, sia delle aziende, occorrono quindi competenze ed esperienza tali da poter agevolare l’inserimento all’interno di un’occupazione, ma è più facile a dirsi che a farsi. «Siamo in una fase di trasformazione del mondo del lavoro – conclude il segretario Cgil – e ovviamente questo fattore determina una necessità di prevedere percorsi di riqualificazione e di formazione delle nuove competenze, ma nella provincia di Pavia questo non è possibile. Ancora oggi non esiste un sistema formativo che può determinare nuove capacità e, di conseguenza, è un’ulteriore difficoltà per quelle persone che escono dal mercato lavorativo e che fanno fatica a rientrarci».

R.Z.