1Un brutto periodo per Cristiano
Per un operario con a carico una moglie e un figlio, di questi tempi trovare la giusta dose di equilibrio economico, non è certo un’impresa da poco. «Gestire il caro vita, gli aumenti dei prezzi dei beni di prima necessità l’affitto, l’aumento delle bollette e del carburante mina l’economia quotidiana della mia famiglia – racconta Cristiano Bruno, operaio vigevanese che non sta attraversando un bel periodo – Per rendere al meglio l’idea, arriviamo davvero tirati alla fine del mese. Percepisco uno stipendio di 1300 euro: qualora le cose non dovessero cambiare, la vedo davvero dura per l’immediato futuro». Una situazione che non ha fatto altro che peggiorare nel corso degli ultimi anni. E, allo stato attuale delle cose, il poter guardare al futuro con ottimismo, sembra davvero un’utopia. «Un tempo si lavorava per vivere – prosegue Bruno – negli ultimi tempi, purtroppo verrebbe da dire che si lavora per sopravvivere».
PRIORITA’ In uno scenario di questo tipo vanno fatte delle rinunce a favore delle priorità. «Esercito come operaio calzaturiero da 25 anni, ma mai avrei potuto immaginare che si sarebbe verificato un aumento così gravoso dei prezzi. Non posso rinunciare a spostarmi con l’auto, che utilizzo proprio per andare al lavoro. Purtroppo, siamo in un momento in cui ci si concede in misura sempre minore tutto ciò che non è essenziale». Priorità alla famiglia, senza se e senza ma. «Con il caro vita è sicuramente più difficoltoso, ma ovviamente necessario prendersi carico del benessere collettivo famigliare». Stabilite quindi le priorità. «Sarebbe bello potersi concedere qualche viaggio, staccare anche solo per qualche giorno la spina dalla quotidianità. Devo però anteporre la mia famiglia a tutto, sperando che questo periodo possa finire nel minor tempo possibile».
a cura di Edoardo Varese
2Roberta, musicista precaria
Avere la possibilità di vivere per conto proprio, senza più gravare sulle spalle della propria famiglia e soprattutto portare avanti la passione per il canto. Il desiderio di Roberta Mariani di raggiungere un’indipendenza economica e di costruirsi una propria strada è ostacolato in gran parte dal caro vita. «Se non abitassi con mia mamma sarei in mezzo alla strada. Ho 30 anni e di fatto lavoro da quando ne avevo 16: ho avuto modo di entrare in contatto con molte realtà lavorative, ma a oggi non mi ritengo ancora indipendente dal punto di vista economico. Non si può certo vivere per conto proprio percependo solamente 300 o 400 euro al mese».
SACRIFICI Laureata in scienze della comunicazione, per riuscire a pagare l’Accademia di Musica, Roberta si è adattata a lavorare in molteplici ambiti. «Ho fatto la commessa – spiega – la receptionist e la risorsa umana, per poter quanto meno permettermi l’accademia. Senza contare le esperienze come babysitter. Non provengo da una famiglia benestante, per quanto stia continuando a sostenermi e darmi una mano. Non posso permettermi di andare via di casa, di prendermi un monolocale o di andare in affitto. Non ci starei minimamente dentro con i costi e le spese».
ORIZZONTE RISTRETTO Prospettive per il futuro? «Sono entrata fissa in una band, con la quale canto da solista e sto facendo tanta gavetta, in modo da farci prendere da qualche agenzia e provare ad alzare l’asticella. Rimarrà a ogni modo un secondo lavoro, un extra». Certo, anche lo svolgere più professioni o esercitare in più ambiti lavorativi «non è semplice, ho raggiunto un’età per cui dovrei già essere indipendente dal punto di vista economico. Purtroppo non è ancora così».




