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«La nostra è una città che registra una carenza infrastrutturale. I valori immobiliari sono troppo bassi e siccome Vigevano è una città che vive d’impresa, se quest’ultima viene a cadere, va in difficoltà tutta la città». Vigevano non fa parte dell’area interna lomellina e anzi è la città polo su cui si misura la distanza rispetto al resto del territorio, ma il sindaco Andrea Ceffa evidenzia quali sono i limiti che anche il “capoluogo” conosce. Inoltre il primo cittadino sottolinea che «è necessario ripartire dall’economia per riuscire a far svoltare la città. La maggior parte del tessuto produttivo della Provincia si trova a Vigevano, ma ha attraversato un lento declino che affonda le proprie radici nel 2008. La situazione, che recentemente ha portato al licenziamento di 59 dipendenti della Moreschi, è diretta conseguenza di questo discorso».
CARENZE Quali sono i servizi di prima necessità che mancano nella città ducale? «Il tribunale, per il quale è in corso una battaglia per riuscire a ottenerne la riapertura. A livello di istruzione siamo ben coperti, sebbene un polo universitario alla stregua di quello di Pavia ci consentirebbe di effettuare un ulteriore salto in più. L’elemento che consentirebbe a Vigevano di avvicinarsi ulteriormente alla Città Metropolitana di Milano è quello legato ai collegamenti infrastrutturali». Un elemento per il quale «i sindaci del territorio lomellino devono organizzare un tavolo comune. La Lomellina è in declino e ha bisogno di nuove infrastrutture, che tengano anche conto della tutela dell’ambiente».
MORTARA Anche Mortara batte forte sul tema infrastrutturale: «Le strade non sono adeguate al traffico veicolare attuale – evidenzia il sindaco Ettore Gerosa – il manto è da sistemare. Il mancato raddoppio ferroviario inoltre ha un impatto negativo sulle attività produttive. Occorre fare fronte comune con tutti i paesi della zona». Entro la fine di marzo, il primo cittadino di Mortara ha annunciato che
sarà presentato alla Regione un progetto per il recupero della ex Enel, area all’interno della quale vogliamo creare un insieme di servizi rivolti ai tanti ragazzi che studiano in città. Come amministrazione a livello di sicurezza ci siamo mobilitati nella direzione giusta, assumendo tre nuovi agenti da aggiungere all’organico della polizia locale.
MEDE A Mede il nodo è politico. «Assistiamo a una grande incongruenza. Da una parte la Lombardia ha inserito la Lomellina come area interna che ha bisogno di servizi, dall’altra lo Stato fa di tutto per impoverire il nostro territorio. Stanno lavorando uno contro l’altra». Chi parla è Giorgio Guardamagna, sindaco di Mede, dove uno dei problemi più gravi è il ridimensionamento dell’ospedale San Martino, che per contro vanta l’eccellenza di un apprezzato centro di cure palliative. L’impressione, però, è che il Comune, da anni sotto un’amministrazione vicina al centrodestra, non abbia fatto abbastanza per impedire la soppressione di certi reparti ospedalieri. «Non è una questione politica: è un problema culturale, gli organismi superiori (Stato, Regione, Provincia) procedono a compartimenti stagni. È sempre stato così, ed è sconfortante».
CAVA A Cava Manara il focus è rivolto su una sanità notevolmente ridotta rispetto al passato: «Avevamo un centro polifunzionale gestito da Ats Pavia – riferisce il sindaco Michele Pini – ma gli abitanti di Cava e di Mezzana Corti vedono solo Pavia come punto sanitario di riferimento. Da noi si registra un traffico di spostamento, che non porta alcun beneficio a Cava. Abbiamo bisogno di collegamenti».
Edoardo Varese, Davide Zardo


