Il mondo politico vigevanese e pavese ricorda Silvio Berlusconi, morto lunedì all’età di 86 anni. Gianpietro Pacinotti, Ferdinando Merlo, Ruggero Invernizzi, Franco Varini, Antonello Galiani, Alessandro Rubino, Alessandro Cattaneo, Andrea Sala e Alessio Bertucci ne ricordano la parabola pubblica. (a cura di Alessio Facciolo, Isabella Giardini, Massimo Sala, Edoardo Varese, Davide Zardo)

1Pacinotti: «Con lui la stagione dell’entusiasmo, irruppe con un linguaggio nuovo»

Regionali 2023 Lombardia Moratti - Pacinotti
Pacinotti (Azione – Italia Viva)

L’atmosfera di quel 1994 era «qualcosa di indicibile». Se la ricorda bene Gianpietro Pacinotti, imprenditore ducale e fondatore, nell’anno della “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, del primo circolo vigevanese di Forza Italia, uno dei primi di tutta la Lombardia. «Eravamo io, Alessandra Ferri e Andrea Lagomarsini, ed era il 20 gennaio 1994 – racconta Pacinotti – io avevo 29 anni ed ero tornato a Vigevano dopo 20 anni passati a Milano. Il nostro contatto “diretto” con il Cavaliere era Ferri, che sarebbe poi diventata mia moglie e che all’epoca era una delle sue segretarie personali nel quartier generale di via Rovani». Da tre che erano, in breve tempo i “forzisti” vigevanesi arrivarono a riempire la piccola sede presa in affitto: «In pochi mesi abbiamo raggiunto i 40 iscritti, che partecipavano assiduamente ai nostri incontri. La carica che Berlusconi aveva dato era incredibile: io non avevo mai fatto politica prima di allora, nemmeno il rappresentante di classe al liceo. A convincermi è stata la sua “chiamata”, il suo prestarsi alla politica: tutti noi eravamo partiti con l’idea che potessimo dare qualcosa per costruire un’Italia migliore».

La “punta di diamante” del gruppo vigevanese era Dario Invernizzi, due volte assessore provinciale e scomparso prematuramente nel 2014: «Il giorno dopo il mio matrimonio ero con lui all’inaugurazione del circolo di Cassolnovo – ricorda Pacinotti, non senza una punta di nostalgia – eravamo un bel gruppo. Nei primi mesi del ’94 non avevamo ancora conosciuto il lato brutto della politica: i dissidi interni, la divisione degli incarichi… era solo entusiasmo. E un vero e proprio affetto nei confronti di Berlusconi, il collante che ci univa». Gianpietro Pacinotti per Forza Italia a Vigevano è stato assessore e consigliere comunale, prima di allontanarsi dal partito e avvicinarsi prima a Italia Viva, poi ad Azione e infine a considerarsi un “libero pensatore”: «Ma se non sono più in Forza Italia, non è certo per colpa di Berlusconi. Quando ho avuto la notizia della sua morte, mi è spiaciuto. Passate le ore, mi sono reso conto di come la cosa mi pesasse ancor di più, perché in un modo o nell’altro era presente nella vita di tutti».

Insomma, la stima per il Cavaliere dopo 30 anni rimane intatta: «L’imprenditorialità di Berlusconi lo fa uscire da qualunque valutazione politica. La sua intuizione politica, di marketing, di parlare un linguaggio nuovo, di lanciare un messaggio liberale… e poi fu il primo a lanciare l’idea di una leadership incentrata su una singola persona. Certo, non ha fatto tutto quello che ha promesso: ha dovuto fare da mediatore fra le parti e le persone attorno a lui non sempre erano fantastiche». Per l’imprenditore vigevanese rimane, semmai, un rimpianto per un incontro vis-à-vis mai avvenuto: «Oltre a Ferri, che lo vedeva tutti i giorni, conoscevo bene anche Dario Rivolta, membro del suo staff che fu poi parlamentare e intercedette con lui per portare avanti alcune istanze del nostro territorio. Ma Silvio Berlusconi di persona non l’ho mai incontrato. Anche perché avevo il desiderio di farlo per un’occasione particolare, non con una generica stretta di mano in mezzo alla folla. Purtroppo, non è mai successo».

2Merlo: «Anche oggi resta valida l’intuizione di un grande partito di centro»

03 Vigevano Forza Italia Ferdinando Merlo
l’ex vice sindaco di Vigevano Ferdinando Merlo

«Non l’ho mai conosciuto personalmente anche se mi è capitato di partecipare a dei convegni a Milano in cui lui c’era a trascinare un partito che ha fatto la storia d’Italia». Ferdinando Merlo, vicesindaco di Forza Italia durante la Giunta Cotta Ramusino dal maggio del 2000 al marzo del 2010, è stato uno dei grandi protagonisti sul territorio di Forza Italia. «Bisogna capire come è nato Berlusconi – continua Merlo -, soprattutto dopo la crisi della Democrazia cristiana (dove lo stesso Merlo è stato uno dei protagonisti a Vigevano) e dei partiti tradizionali che hanno fatto la storia della Prima Repubblica. La sua genialità è stata quella di capire la necessità di inventare un nuovo partito di centro e di agire rapidamente per dare uno spazio di riferimento ai moderati e ai loro valori». Per l’esponente vigevanese di punta dei tempi d’oro del Popolo di Forza Italia, l’azione di Berlusconi nella politica italiana «è stata di fondamentale importanza. Ha costruito un modello e un partito politico moderno, dando la dovuta attenzione a tantissima gente, che ha creduto in lui».

Insieme all’allora sindaco Ambrogio Cotta Ramusino abbiamo governato con il Popolo della libertà per dieci anni e, anche a Vigevano, soprattutto grazie alla figura carismatica di Berlusconi, Forza Italia ha rappresentato per molti anni l’ago della bilancia della politica territoriale». Forza Italia ha poi proseguito la sua strada sia a livello nazionale che locale con alterna fortuna e, ancora oggi, in città è forza di governo. Il suo futuro senza Berlusconi? «Dipende molto da come riusciranno a coordinarsi coloro che reggeranno il partito – sottolinea Merlo – L’importante è evitare personalismi. Bisognerà lavorare per il futuro e chi crede in questo soggetto politico dovrà adoperarsi per trovare un’intesa. Forza Italia potrà ancora essere un partito di centro sia nell’immediato futuro e anche in un futuro più lontano. Certamente, ad oggi, leader del suo straordinario spessore non se ne vedono e difficilmente potrà arrivare qualcuno col suo carisma in grado di sostituirlo».

3Invernizzi: «Questo è il tempo del lutto, decideremo insieme il futuro di Fi»

Invernizzi (Forza Italia)

«Uno dei più grandi uomini del nostro secolo, forse il più grande». Così Ruggero Invernizzi, consigliere e sottosegretario regionale di Forza Italia con delega a controlli, patrimonio e digitalizzazione, ricorda Silvio Berlusconi, scomparso lunedì 12 giugno. Un leader che ha avuto modo di conoscere da vicino. «L’ho incontrato diverse volte – racconta – l’ultima è stata quando ha invitato me e gli altri consiglieri regionali di Fi ad Arcore, dopo le elezioni in Regione. E’ stato uno splendido pranzo, abbiamo parlato di politica nazionale ed estera. Era un grande appassionato di politica e ci ha sempre dato grandi insegnamenti, lo ascoltavamo sempre tutti a bocca aperta. Tra qualche anno capiranno che è stato un grande uomo politico». Di certo è stato determinante nel cursus honorum di Invernizzi. «Se rivesto ancora un ruolo di spicco all’interno della Regione – spiega il medico garlaschese – devo dire che è grazie all’apporto del presidente Berlusconi, ma anche di Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo. Sono contento di continuare a fare anche il consigliere, così da portare in Regione le istanze del mio territorio. Ed è stato proprio Berlusconi, dopo una telefonata col presidente Attilio Fontana, che mi ha voluto nominare sottosegretario in Regione Lombardia. Gli devo molto, il partito con lui ha avuto un grande presidente». Ma che prospettive future ci sono, adesso, per Forza Italia? «Per adesso non voglio neanche pensare a quello che succederà dopo, ma è certo che ci ritroveremo tutti insieme per tracciare le linee guida della successione, ispirati dai valori della moderazione che vogliamo portare avanti, in un impegno che unisce tutti, conservatori, moderati, europeisti».

4Varini: «Onorato di averlo conosciuto come persona, ora Fi ha bisogno dei suoi valori»

Franco Varini

«Con lui ho avuto un rapporto umano: sono onorato di avere avuto la possibilità di conoscerlo sia dal punto di vista politico sia da quello umano». Il mortarese e forzista Franco Varini ha molti ricordi e aneddoti da raccontare su Silvio Berlusconi e sulle visite che l’ex premier ha effettuato alla città dell’oca. «Mi ricordo perfettamente – racconta Franco Varini – di quando più volte lo accompagnavo a trovare sua zia, suor Silviana alla casa di riposo Dellacà». C’è anche un altro aneddoto legato a Berlusconi e Mortara. «Una volta, 11 anni fa, gli chiesi di cantarmi una canzone: Champagne, lanciata e resa famosa da Peppino Di Capri. Mi accontentò, dimostrando ancora una volta di possedere una grande umanità e sensibilità. Preciso che quella è stata l’unica richiesta che gli abbia mai presentato».

Ora è tempo di guardare avanti. Quindi ha senso chiedersi che prospettive avrà Forza Italia ora, anche a livello locale oltre che nazionale. Per Varini, da questo punto di vista, gli scenari possibili non sembrano essere dei migliori. «Il futuro non lo capisco – spiega Varini – perché sono in auge tensioni personali che rischiano di compromettere definitivamente l’identità del partito. Forza Italia per andare avanti necessita di figure di livello, preparate e competenti. Insomma, servono persone disposte a portare avanti gli ideali di Berlusconi». Secondo Varini, quindi, all’interno di Forza Italia non dovrà più esserci posto per «gente che munga e basta. Occorre che venga fatta un’autentica restaurazione, partendo dal basso. Non ci deve più essere spazio per le tensioni personali».

5Galiani: «Tutti siamo stati un po’ Silvio»

Poco dopo aver saputo della scomparsa di Silvio Berlusconi, Antonello Galiani Vice Commissario di Forza Italia per la Regione Lombardia, commenta, sulla sua pagina Facebook “Ci ha lasciato un grande Uomo che ha segnato la storia politica e della società in Italia. Grazie Presidente. Adesso restituiremo a te quello che tu hai fatto a noi. Buon viaggio Presidente”. Contattato telefonicamente, in viaggio per raggiungere Milano e assistere ai funerali di Silvio Berlusconi, Antonello Galiani, puntualizza che «il giorno della scomparsa di Silvio Berlusconi rappresenta un giorno molto triste perché l’Italia subisce una gravissima perdita di un uomo, un padre, un grande imprenditore e sicuramente uno dei padri della Seconda Repubblica». E continua «tutti siamo stati “un po’ Silvio” e sono certo che nei prossimi anni, tutti capiremo l’uomo che è stato, tutto quello che ha fatto per il nostro paese e quanto è stata determinante la sua presenza nei rapporti tenuti con i paesi Europei e non solo. Silvio Berlusconi ci ha insegnato i valori della libertà, del rispetto e del lavoro per il bene degli italiani, un gentiluomo nella vita e nel mondo politico oggi più che mai in questo momento difficile dobbiamo fare tesoro dei valori che ha trasmesso. E dobbiamo restituire a lui quello che lui ha dato a noi in questi 29 anni e preservarli, ed affermarli nella nostra società. Grazie Presidente».

6Rubino: «La più grande personalità della Seconda Repubblica»

alessandro rubino
il consigliere comunale vigevanese Alessandro Rubino (Fi)

Berlusconi? Un innovatore in tutto quello che ha fatto. Per Alessandro Rubino, medico e capogruppo di Forza Italia del consiglio comunale di Vigevano, la figura del Cavaliere va oltre la sua dimensione puramente politica ma, anzi, è ancora in grado di ispirare e insegnare: «Berlusconi ha tracciato un solco profondo nella politica, nell’imprenditoria, nella comunicazione e nei media degli ultimi 30 anni. Questo supera ogni valutazione politica e gli va riconosciuto, è la più grande personalità della Seconda Repubblica». Soprattutto, per Rubino «ha insegnato alle persone a non porsi limiti, a non darsi mai per vinti. Era un uomo prima libero, e poi liberale». Con un modo di fare accattivante, come Rubino ha avuto modo di appurare nelle volte in cui ha avuto occasione di avere a che fare con lui: «Non l’ho mai incontrato, ma ho avuto modo di scambiare qualche battuta con lui al telefono, assieme all’onorevole Cattaneo. Poi l’ho ascoltato lo scorso settembre, quando ha parlato alla piazza Ducale in collegamento telefonico: quel giorno avevamo installato l’impianto stereo all’interno di un locale e, quando ha cominciato a parlare, la sua voce rimbombava particolarmente all’interno della piazza. E le sue parole esprimevano un pensiero lucido e intelligente, come sempre».

7Cattaneo: «Lutto personale, ma il partito ha una classe dirigente diffusa»

Pavia - Cattaneo
Cattaneo (Fi)

«Sono grato di avere avuto modo di lavorare e conoscere un gigante della politica italiana». Alessandro Cattaneo, nonostante fosse stato destituito da capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, non può non ricordare Silvio Berlusconi come «una persona davvero carismatica. Cercava sempre di coinvolgere le persone, di parlare a tutti, in ogni contesto e situazione. E’ stato un grande europeista, convinto in tutto ciò in cui credeva». La scomparsa di Berlusconi è stata vissuta dall’ex sindaco di Pavia «con drammaticità: per me è una mancanza personale. Porterò sempre nel mio cuore. Quando venni eletto sindaco di Pavia, mi disse chiaramente che era orgoglioso di me e del mio modo di fare politica».

Cattaneo intende quindi portare avanti la visione politica di colui che ritiene essere stato il suo maestro. Forza Italia potrà andare avanti? «Le idee di Berlusconi – prosegue Cattaneo, i suoi valori sicuramente non verranno mai cancellati e rimossi. Da adesso in avanti, ogni giorno dovremo capire come comportarsi. Dovremo soffermarci sui suoi insegnamenti, su quello che ci ha trasmesso e continuare a promuovere il suo messaggio politico». Il futuro di Forza Italia, secondo Cattaneo, va analizzato in senso largo. «Io sono ancora vicecoordinatore nazionale – ribadisce – e deputato. In Lomellina e nel pavese abbiamo dimostrato di avere una classe dirigente diffusa, raccogliendo consensi sopra la media regionale. Si tratta di due territori che possono rappresentare un valore aggiunto per il partito».

8Bertucci: «Vigevano e la Lomellina lo hanno amato, sentimento che non ha ricambiato»

Elezioni Vigevano 2020 comunali Alessio Bertucci Pd mb
il segretario dem Bertucci

Tanti voti presi, ma nessun beneficio poi ricaduto sul territorio. Pur riconoscendone l’importanza nella storia italiana degli ultimi 40 anni, il segretario del Partito Democratico di Vigevano Alessio Bertucci resta critico sull’eredità politica e istituzionale di Silvio Berlusconi: «Sicuramente è il momento in cui rispettare il cordoglio della famiglia e di chi gli era vicino. È un uomo che nel bene e nel male è stato protagonista dell’Italia negli ultimi 40 anni in tanti campi, ma non possiamo dimenticare che è stato sicuramente divisivo. Non possiamo smettere di essere critici nei confronti del suo modo di fare politica e dei suoi fallimentari governi. La sua figura non può essere ricordata come quella di uno statista. Trovo perciò inopportuna la scelta del governo di dichiarare il lutto nazionale». La Lomellina, per anni, è stata una roccaforte elettorale per Forza Italia e per il Cavaliere: un “amore” che, per Bertucci, non è però stato ricambiato. «È sotto gli occhi di tutti l’isolamento del nostro territorio e i problemi cronici di infrastrutture, ambiente, sanità e di lavoro che la Lomellina sta subendo da decenni. Sicuramente i voti portati al centrodestra non hanno portato a casa i risultati sperati».

9Sala: «Uno dei pochi a saper costruire da solo»

«Esistono poche persone che sanno costruire realmente qualcosa da soli in questo Paese … – sottolinea Andrea Sala, consigliere regionale e, per un decennio, sindaco di Vigevano – Silvio era uno di questi a prescindere dai credi politici».