Sacrificare le colture secondarie, come mais e soia, per concentrare l’acqua sul riso, attingendo dai pozzi privati e subendo le turnazioni di Est Sesia.
È così che gli agricoltori lomellini stanno gestendo l’acqua, proprio ora che le campagne lomelline mostrano distese ingiallite, segnate da una siccità che non concede tregua dovuta alle temperature record fin qui registrate: «L’acqua che abbiamo è poca – racconta Luca Guallini, agricoltore che lavora a Vigevano e Gravellona – quella che ci arriva non è sufficiente a salvare tutti i raccolti. Il caldo torrido di questa estate è paragonabile a quello vissuto nel 2022, quando si sono dovute prendere decisioni difficili su quale raccolto abbandonare e quale invece far sopravvivere, vista la mancanza di acqua. Quattro anni fa questo problema si era posto all’inizio del mese di giugno quindi le perdite a livello economico, come per diserbanti e concime, sono state comunque contenute;
oggi, con il caldo e la siccità che persistono, la situazione potrebbe rivelarsi molto più grave.
L’assenza di acqua per i campi, tuttavia, non è l’unica “battaglia” che gli agricoltori devono affrontare: «Le condizioni atmosferiche nel nostro lavoro svolgono un ruolo essenziale – continua Guallini – l’eccesso, come la mancanza, di acqua mette in serio pericolo le colture di riso, con il seme che rischia di finire sotto la terra e soffocare. Nelle fasi più avanzate della germinazione i temporali aggressivi, con vento, pioggia e certe volte grandine, mettono a dura prova la pianta, che potrebbe cadere nuovamente in acqua e marcire. Inoltre, viviamo un continuo scontro con la fauna locale: animali come ibis, aironi,nutrie e piccioni, soprattutto quando il livello dell’acqua nelle risaie è molto basso, banchettano con i semi piantati e questo per noi è un problema in più, come se non ne avessimo già abbastanza a causa della siccità».
Le regole per il prelievo dell’acqua sono complesse e variano a seconda della zona, del tipo di canale (privato o “pubblico”) e della coltura, cosicché la quantità e la durata possono essere anche molto diversi, da un’ora alla possibilità di pescare acqua quasi in continuo. Sono regolate a rivello regionale da una delibera del 2016, che stabilisce l’obbligo di misurazione dei prelievi, gli strumenti da usare e le modalità con cui trasmettere i dati.
Edoardo Zanichelli



