Tatticismi, diktat e arrabbiature in un centrodestra che punta sull’unità

La quiete estiva, a Vigevano, è stata soltanto un’illusione: sotto l’ombrellone il centrodestra non ha smesso di graffiare, dividersi, marcare il territorio. La Lega ha calato il suo asso in pieno luglio, senza neppure disturbarsi a bussare alla porta degli alleati: Andrea Ceffa deve restare sindaco, perché così «sta scritto» e così «si fa». Punto e basta. Un diktat che ha fatto storcere più di un naso, trasformando il rimpasto estivo in un terreno minato e lasciando Fratelli d’Italia e Forza Italia a scegliere tra prudenza, malumori e ambizioni inespresse. Perché se da una parte i meloniani osservano, dall’altra gli azzurri fremono e rivendicano spazio. Una partita che si annuncia meno scontata del previsto e che a settembre promette scintille:

nel laboratorio vigevanese il centrodestra mostra le sue crepe, mentre ognuno prepara le proprie mosse in vista di una campagna elettorale che si preannuncia più infuocata dell’estate appena passata.

Jacopo Vignati

IL DIKTAT DEI LUMBARD Le indicazioni sulla decisione di candidare il sindaco uscente Ceffa, nonostante il rischio di un processo imminente, arrivavano direttamente da Andrea Sala. Il segretario provinciale, Jacopo Vignati, ovviamente non lo smentisce: «La buona amministrazione non cambia. La regola è quella simile alla linea tracciata, sia a livello nazionale che regionale: il sindaco uscente a meno di rinunce viene confermato». E Vigevano, da questo punto di vista, è un caso emblematico. Nel frattempo, con un piede già nelle ferie estive, è arrivato il rimpasto, i cui risultati sono noti a tutti e non hanno mancato di scontentare qualcuno, in un centrodestra sempre più nervoso.

FDI ALLA FINESTRA Tra i partiti big della coalizione, Fratelli d’Italia è quello più tranquillo. Il segretario provinciale Claudio Mangiarotti però manda un messaggio preciso: «Tra un po’ si inizierà a parlare di elezioni, per il momento è abbastanza prematuro. Una cosa è comunque certa: la decisione verrà presa sui tavoli regionali. Naturalmente FdI come primo partito del territorio è più che legittimato a rivendicare un ruolo di primo piano». Anche la segreteria locale, con Paolo Iozzi, di fronte all’annuncio della Lega, a suo tempo non aveva mostrato particolare entusiasmo. «Un’autocandidatura? Francamente non me ne sono accorto – aveva dichiarato Iozzi alla vigilia delle ferie – Certamente, una persona ha la massima libertà di dire quello che vuole. Credo che comunque non sia ancora il tempo di ragionare in questa direzione. Mi sembra in ogni caso prematuro. Io non credo che nessuno possa dirlo, non almeno in consiglio comunale. Una coalizione deve fare una scelta condivisa».

Antonello Galiani

IN FORZA ITALIA SCALPITANO Ma chi davvero sottotono non è rimane il partito di Forza Italia, movimento dalle mille anime, con alcuni transfughi che non mollano l’osso. Così ricco e variegato che, a Vigevano, ha costretto alcuni anche a migrare in un altro movimento, come “Noi moderati”. E davvero in Forza Italia sono in tanti a scalpitare dietro lo sguardo sornione di Antonello Galiani. «L’obiettivo – precisa Galiani in veste di segretario provinciale – è quello di mantenere il centrodestra unito. Voglio però sottolineare che Forza Italia si è rafforzata in modo particolare a livello provinciale e quindi dovrà fare la sua parte. E non sarà certamente una forza politica che agirà da comprimaria». Perplessità sulla presa di posizione drastica della Lega l’aveva anche mostrata il segretario cittadino “azzurro”. Marco Demarziani: «Credo che una scelta di questo tipo debba essere fatta insieme agli alleati. E credo che questa modalità sia assolutamente dovuta. Non aggiungerei altro in proposito». Probabilmente non uscirà un candidato di Forza Italia. E, sempre probabilmente, neppure da Fratelli d’Italia, dove ci sono tanti voti ma pochi volti da spendere. Però, chi effettivamente può dirlo con certezza. In politica comunque tutto, e il contrario di tutto, è possibile. Una cosa è certa, ci sarà da divertirsi.

“NOI MODERATI” ATTENDE Alessandro Rubino (Noi moderati) aveva subito sostenuto la legittimità dell’autocandidatura di Ceffa. «La cosa che ritengo fondamentale sul fronte politico è quella di mantenere un centrodestra unito – aveva affermato prima del rimpasto in giunta – Col sindaco uscente ragioneremo, valutando un percorso in vista del 2026. Lo trovo un atto politicamente legittimo». Alla domanda sull’ipotesi di una sua candidatura, dice che le presunte voci su di lui sono per “bruciare” o per sparigliare. Rimane sempre aperta infine la questione della mancata presenza in giunta di un rappresentante del movimento che fa capo a Mariastella Gelmini. «Inutile ripetere quello che abbiamo più volte ripetuto. Aspettiamo la soluzione che il sindaco troverà a settembre».

Massimo Sala

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