Uniti nel tifo, nello spirito e nella passione per il calcio. Al Signal Iduna Park di Dortmund, in occasione della prima giornata del girone B, si sono visti i tifosi italiani e quelli albanesi cantare insieme durante l’inno di Mameli. L’alleanza tra le due tifoserie è nota, era infatti già accaduto per l’amichevole tra Italia e Albania nel 2014 a Genova. Tutti insieme cantano l’inno albanese, ma dopo viene eseguito l’inno di Mameli, e cantano pure quello, “proprio loro, gli albanesi che ringraziano in questo modo il paese che li ospita”. Albanesi che hanno colorato di rosso il tempio del “muro giallo” per sostenere la propria squadra e per sperare che possa ben figurare in quello che da tutti è stato etichettato come il girone di ferro.
ENTUSIASMO Tra coloro che hanno visto dal vivo il match tra Albania e Italia c’era anche Alexs Beqiri, albanese residente a Vigevano da anni che ha sostenuto calorosamente la rappresentativa del suo Paese d’origine: «Quando è partito l’Inno di Mameli ho ripensato a tutte le emozioni che ho vissuto da quando a 14 anni sono arrivato in Italia – racconta – ho pensato ai miei amici, al mio lavoro da corriere e a tutte le persone che ho avuto modo di conoscere. Ho pensato a Angelo Bodei il mio migliore amico, al Milan, la squadra che tifo e a tutto quello che mi ha dato l’Italia. Con l’Italia c’è un sentimento di fratellanza. Parlando di calcio sono comunque soddisfatto della prestazione della mia nazionale. Essere comunque arrivati al punto di disputare una competizione di questa importanza per noi è sicuramente motivo di grande orgoglio». Divertimento e fair play
componenti che non devono mancare nel mondo dello sport e soprattutto durante tornei internazionali come gli Europei e i Mondiali. Ho assistito a un clima di grande fratellanza e di questo sono soddisfatto.
A VIGEVANO Anche Danjel Durmo, altro albanese residente a Vigevano, laureato in Economia all’Università Cattolica di Milano, è soddisfatto e orgoglioso del gemellaggio venutosi a creare tra i tifosi azzurri e quelli albanesi: «Contro l’Italia, nonostante il risultato, abbiamo disputato una bella partita. Abbiamo lottato e combattuto fino all’ultimo. Ho visto il match insieme a dei miei amici e posso affermare che ci siamo divertiti un sacco. Anche se non dovessimo riuscire a qualificarci per gli ottavi di finale, non avremmo nulla da rimproverarci. Essere arrivati fino a questo punto e giocare contro corazzate dal calibro di Italia e Spagna è comunque un grande traguardo per noi».
Edoardo Varese


