Marchesi ct di sitting volley

Dalle giovanili del Garlasco alla panchina della Nazionale italiana. Questa è la parabola compiuta da Marcello Marchesi, affermato tecnico del sodalizio lomellino e, dal dicembre scorso, promosso anche come ct della Nazionale italiana di Sitting volley. Marchesi non è nuovo al mondo della pallavolo paralimpica: in azzurro il pavese infatti era il vice dell’iraniano Ali Reza Moameri, precedente allenatore della Nazionale. La scelta della Federazione va nella direzione di promuovere tecnici italiani emergenti anche in questa disciplina, che tra le altre cose Marchesi sta contribuendo a far sbocciare anche in terra lomellina.

DA SEDUTI Sitting volley, in inglese, significa letteralmente pallavolo da seduti: sulla scia degli allenamenti ideati negli anni ’40 dal medico londinese Ludwig Guttman come terapia riabilitante per soldati feriti, nel 1956 nei Paesi Bassi nacque il Sitting Volleyball, inserito dal 1976 come disciplina ai Giochi paralimpici. Tra gli uomini la nazionale top è quella dell’Iran, mentre l’Olanda va forte nel femminile. In Italia il movimento sta facendo progresso, tanto da sbarcare anche nella terra del riso. Il 2024 ha infatti portato anche all’inizio di un nuovo progetto di inclusione a Garlasco, con la nuova squadra di Sitting volley guidata proprio dal neo allenatore della nazionale maschile. Un progetto che ha come intenzione quella di dare la possibilità di divertirsi con la pallavolo anche chi non ha mai potuto scendere in campo. Si tratta di un’iniziativa importante per la società, che nei mesi scorsi per la prima volta ha avuto la possibilità di ospitare al palaBalduzzi la Coppa Lombardia chiusa dai Pinguini al secondo posto, alle spalle del Brembate (che partecipava al torneo con due formazioni) e davanti all’Astra.

UNA CASA «Il Sitting volley è un’esperienza bellissima sin da quando abbiamo iniziato a programmare l’attività e realizzarla – è il commento entusiasta della presidente di Garlasco Silvia Strigazzi – Siamo solo all’inizio però, e abbiamo bisogno di crescere ancora». E il sogno è quello di dare una casa anche ai Pinguini del Sitting, come conferma la stessa presidente: «Aspettiamo a braccia aperte partner e sostenitori che vogliono dare una mano per il proseguo di questa attività. La nostra idea è quella di comprare un campo apposito e riuscire a trovare spazi per far giocare e allenare i nostri ragazzi. Aspettiamo chiunque voglia approcciarsi a questo sport inclusivo». Sport che non attende altro che un palazzetto rumoroso dove far appassionare anche i tifosi.

Alessio Facciolo

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