«Per portare un cambiamento a Mortara è necessario in primis riconquistare la fiducia dei cittadini». Rifondazione Comunista ha già fatto sapere di voler candidare a sindaco il giovane Max Farrell alle prossime elezioni amministrative.
CAMBIAMENTO Lo ha più volte annunciato Giuseppe Abbà, figura storica della sinistra mortarese, sindaco della città dal 1975 al 1982 e dal 1985 al 1991: «Saremo pronti a lavorare con le altre forze di sinistra che vogliono costruire un programma di cambiamento – afferma Abbà – il 6 diecembre il Pd farà un’assemblea a palazzo Cambieri, aspettiamo che ci dirà qualcosa una volta che sarà finita la loro riunione. Siamo disponibili per un accordo anche con il Movimento 5 Stelle e con Avs, ma in generale a chiunque sia disposto a riconquistare la fiducia dei cittadini, venuta sempre più a mancare durante le amministrazioni di centrodestra. A questo proposito nelle prossime settimane lanceremo un questionario per i cittadini, chiederemo quali sono le loro necessità e in generale la Mortara che desiderano vedere nei prossimi anni». Un’idea di città Abbà l’ha già in mente.

SPAZI PER TUTTI Una città a misura di tutti, con centri di aggregazione per ogni fascia d’età, partendo dal recupero delle aree dismesse, su tutte la Marzotto, l’ex fabbrica tessile chiusa ormai da più di 20 anni: «Come Rifondazione – ricorda – abbiamo presentato un progetto che prevedeva la realizzazione di uno spazio per i giovani, uno per gli anziani e un’area come museo archeologico industriale. Per chi come me è nato e cresciuto a Mortara, l’ha vista al centro di cambiamenti storici, economici e sociali, la Marzotto ha rappresentato il simbolo di un’idea di città che vorrei possa tornare in futuro. La mia proposta è quindi prevedere una parte da destinare ad edilizia popolare pubblica e la restante parte ad attrezzature collettive con particolare riguardo a strutture per giovani ed anziani». Per risolvere invece il tema sicurezza Abbà propone i vigili di quartiere, ovvero «vigili che siano a diretto contatto con i cittadini. Dal mio punto di vista per garantire la sicurezza è necessario anche e soprattutto puntare su percorsi di educazione sociale. Certo chi non rispetta le regole e mette a rischio la sicurezza del prossimo deve essere punito, ma non è solo questa la soluzione». Mentre si studiano soluzioni, mentre si discute, non sono e non stanno mancando le segnalazioni da parte dei cittadini, da parte di chi non si sente più
sicuro nell’uscire di sera. Ogni cittadino merita di sentirsi tranquillo nella propria città, non bisogna sempre e spesso e volentieri avere paura e il timore che possa accadere qualcosa. È una situazione che va affrontata e risolta.
LA STAZIONE Una Mortara più sicura, non può non avere una stazione che possa tornare a essere a misura di tutti: «Non c’è più l’edicola, manca personale e ci sono le barriere architettoniche. I problemi sono tanti e non si potranno risolvere in poco tempo, ma impedire la desertificazione dello scalo, aprire uffici con personale adeguato, dialogando con Trenord e Rfi può rappresentare un buon punto di partenza per riuscire a cambiare le cose».
Edoardo Varese

