Pronta la Casa di comunità di Garlasco. I lavori nella struttura in via Borgo San Siro, nell’area dell’ex Astro, sono terminati entro la data prevista, che era stata fissata per martedì 30 giugno. Resta l’incognita del personale medico per assicurare tutti i servizi previsti.
L’ASCENSORE Gli sportelli sono già attivi e aperti al pubblico, nonostante qualche imprevisto come l’ascensore non ancora a disposizione dell’utenza. «È ultimato e funzionante — fanno infatti sapere dall’Azienda sanitaria di Pavia — ma non è ancora collaudato in quanto Enel non ha ancora reso disponibile l’aumento di potenza richiesto. Per tale motivo non è aperto al pubblico. Si ritiene comunque che possa essere messo a disposizione a breve».
I SERVIZI La struttura, realizzata dalla ditta Edil Jolli Srl grazie ad un bando Pnrr di un milione e 260mila euro, si estende su una superficie di 1.000 metri quadrati, è dotata di due piani con ingresso munito di tettoia di protezione, ospita la nuova sede di Asst e diversi ambulatori. Queste le prestazioni pubblicate sulla Carta dei Servizi sul sito di Asst Pavia: Punto unico di accesso (Pua) per accoglienza, orientamento e prima valutazione dei bisogni di salute, infermieri di famiglia e comunità con ambulatorio infermieristico, Centro unico di prenotazione (Cup), psicologo di comunità, per supporto sia individuale sia in gruppo, ambulatorio medico di continuità assistenziale (ex Guardia medica dalle 20 alle 24 e nei giorni prefestivi e festivi), centro vaccinale (su prenotazione), scelta e revoca (su prenotazione), programmi di screening (su indicazione di Ats), punto prelievi, servizio di valutazione e attivazione voucher, assistenti sociali. Per quanto riguarda le visite specialistiche, sono segnalate diabetologia, geriatria, medicina fisica e riabilitazione, pneumologia, ginecologia, psichiatria, neurologia con accesso previa impegnativa e prenotazione. Altre attività di “sportello” sono rilascio duplicato della tessera sanitaria, rilascio/rinnovo di esenzioni da reddito, patologia, invalidità, nuova iscrizione al servizio sanitario regionale per neonati o soggetti immigrati, dichiarazione di consenso alla donazione degli organi.
L’INCOGNITA MEDICI Tra i tanti servizi offerti, il punto più delicato resta quello dei medici. Già nei mesi scorsi l’Asst spiegava che nelle strutture lomelline sarebbero stati presenti soprattutto infermieri di famiglia, assistenti sociali e personale amministrativo. Il rischio denunciato da più parti è che le nuove strutture si trasformino in “cattedrali vuote”, prive di professionisti sufficienti per garantire il modello immaginato dalla riforma, o che il personale medico venga spostato dagli ospedali con l’effetto di tirare una coperta troppo corta, come avviene ora per le visite specialistiche. Il nodo è l’impiego dei medici di medicina generale, al centro di una riforma prima presentata, poi ritirata e infine sostituita da un accordo – ancora da tradurre in concreto – per un impegno fino a 6 ore settimanali presso le Case. Dall’altra parte l’Asst sottolinea come «l’attività delle case di comunità sia in progressivo sviluppo e ampliamento». La sfida ora sarà capire se ai cantieri conclusi seguirà davvero il completamento degli organici e l’attivazione piena dei servizi.
Davide Zardo


