Sfuma senza più ritorno, a Garlasco, il progetto della centrale a biomassa, pensata per cinquemila metri quadrati incastrati fra capannoni e piazzola ecologica.
DIECI ANNI Una storia lunga più di dieci anni che ora si chiude quasi in punta di piedi: l’assessore all’Urbanistica, Francesco Santagostino, ha confermato che Bioflora – la società subentrata nel 2023 – ha deciso di rinunciare definitivamente, riconsegnando l’area al Comune senza chiedere un euro in cambio. La vicenda, in fondo, era sempre rimasta sospesa: nel 2012 l’azienda aveva ottenuto il diritto di superficie per avviare un’attività produttiva, ma il rogito non era mai stato finalizzato. Anno dopo anno, quella mancata firma è diventata terreno fertile per discussioni e dubbi, soprattutto di natura ambientale.
COLPO DI CODA Nel 2023, come un ultimo colpo di coda, Bioflora aveva chiesto una proroga fino al 2048, versando altri 5 mila euro e impegnandosi a chiudere l’atto. Ma la promessa è rimasta promessa, e ora il terreno torna nelle mani del Comune, più libero che mai. E mentre il progetto della centrale si dissolve, Legambiente è soddisfatta: per gli ecologisti è l’occasione perfetta per immaginare qualcosa di davvero sostenibile. L’area potrebbe ospitare un ampliamento della piazzola ecologica, un centro del riuso, oppure diventare un piccolo cuore solare con impianti fotovoltaici al servizio della nuova Comunità energetica rinnovabile. Una centrale a biomassa, ricordano gli ambientalisti, sarebbe stata una scelta stonata in un territorio già segnato da inquinamento e criticità ambientali. E adesso tutto ritorna in gioco.
NUOVE IDEE L’amministrazione può rimettere sul tavolo idee e progetti: nuovi servizi per la raccolta differenziata, spazi attrezzati per iniziative educative sulla sostenibilità, percorsi che coinvolgano direttamente i cittadini. L’obiettivo è chiaro: trasformare una storia controversa in una possibilità di crescita, restituendo alla comunità un’area strategica che per anni era rimasta in una sorta di limbo. La giunta, finora, ha mostrato attenzione e un certo fiuto nel gestire le diverse fasi della vicenda. Resta da capire quale sarà la direzione finale, quale forma prenderà quello spazio tornato comunale. Per ora c’è solo una pagina bianca, pronta a diventare qualcosa di nuovo, e magari un po’ più verde.
Davide Zardo


