La strada verso il Palio «Città di Mortara» è già tracciata. L’ultima domenica di settembre la città tornerà a vestirsi di storia, colori e tradizione per la 54esima edizione della sfida tra le sei contrade, ma l’attesa è già iniziata con i primi dettagli ufficiali sul programma e, soprattutto, con la presentazione del «tema» del drappo che andrà alla contrada vincitrice.
DRAPPO A SAN FRANCESCO La principale novità dell’edizione 2026 riguarda proprio il simbolo più ambito della manifestazione. Il drappo sarà infatti dedicato a San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni della morte, ricorrenza che caratterizza quest’anno il calendario religioso e culturale, e porterà la firma dell’artista Graziella Bazzan, chiamata a interpretare con la propria sensibilità pittorica l’anniversario legato al «poverello d’Assisi». Come ormai da tradizione, il sipario sull’opera si alzerà durante la cena di gala organizzata dal Magistrato delle Contrade, appuntamento che negli ultimi anni è diventato uno dei momenti più attesi del settembre cittadino. Sarà proprio quella serata, in calendario sabato 12 settembre, a regalare ai contradaioli la prima emozione della nuova edizione, con la scoperta del drappo destinato a entrare nella storia della manifestazione. L’evento rappresenterà ancora una volta l’occasione per unire il mondo del Palio alle eccellenze gastronomiche mortaresi, in un appuntamento che richiama ogni anno in Borsa Merci oltre un centinaio di partecipanti e che apre simbolicamente il conto alla rovescia verso la sfida di piazza Silvabella.
GLI EVENTI Il calendario seguirà quindi il copione ormai consolidato. Dopo la cena di gala arriverà la benedizione del Palio nella basilica di San Lorenzo, in programma il 20 settembre, con la partecipazione della corte ducale, dei capitani, delle dame e degli alfieri delle sei contrade. Sarà il momento più solenne della vigilia, quello che segna ufficialmente l’ingresso nella settimana decisiva. Il sabato precedente al Palio, durante la cerimonia di apertura della sagra, toccherà invece alla tradizionale estrazione dell’ordine di tiro. Un appuntamento che, pur essendo affidato alla sorte, può rivelarsi determinante. Nel gioco dell’oca che caratterizza la competizione, infatti, gli arcieri scoccano le frecce contemporaneamente e, in caso di arrivo sulla casella finale con lo stesso punteggio, prevale la contrada estratta per prima. Infine arriverà la giornata più attesa. Nel pomeriggio dell’ultima domenica di settembre il lungo corteo storico attraverserà le vie cittadine prima di raggiungere piazza Silvabella, dove le sei contrade – San Cassiano, La Torre, San Dionigi, Le Braide, Il Moro e Sant’Albino – si contenderanno il drappo firmato da Graziella Bazzan. Dopo il successo dello scorso anno, la manifestazione si prepara così a scrivere un nuovo capitolo della propria storia, affidando all’arte il compito di raccontare uno dei più significativi anniversari francescani e confermando il Palio come uno degli appuntamenti identitari più sentiti dell’intera Lomellina.
Edoardo Varese


