Aggiornamenti in corso in merito al focolaio di peste suina che ha colpito un allevamento di Zinasco. Precisamente si è provveduto ad istituire delle zone di protezione, che riguarda i Comuni che si trovano entro un raggio di 3 Km da Zinasco. Allo stesso tempo, è stata allestita la zona di sorveglianza, che invece comprende i centri che si trovano entro 10 km dagli allevamenti in cui sono stati trovati casi di Peste suina africana. In entrambe le aree non si potrà assistere ad alcun movimento di suini e le misure rimarranno in vigore per almeno 30 giorni.
Il divieto è applicato alla sola provincia di Pavia, ma non è da escludere, qualora fosse necessario, che le restrizioni vengano applicate per tutta Regione Lombardia. Ad ora a rientrare nella zona di protezione sono i Comuni di Zinasco, Dorno, Gropello Cairoli, Mezzana Rabattone, Pieve Albignola. Invece, a rientrare nella zona di sorveglianza sono Alagna, Bastida Pancarana, Bressana, Carbonara, Castelletto, Cava Manara, Cervesina, Corana, Cornale e Bastida, Dorno, Garlasco, Gropello, Lungavilla, Mezzana Bigli, Mezzana Rabattone, Pancarana, Pieve Albignola, Pizzale, San Martino, Sannazzaro, Scaldasole, Silvano Pietra, Sommo, Torre d’Isola, Valeggio, Villanova d’Ardenghi, Voghera, Zerbolò, Zinasco.
Preoccupazione da parte di Massimo Nascimbene, sindaco di Zinasco: «La situazione è delicata. Ats sta facendo il possibile per cercare di marginare la peste suina effettuando tutti i controlli del caso. Stanno eseguendo prelievi in diversi allevamenti della zona. Personalmente, sebbene il virus non risulti contagioso per l’uomo, sono preoccupato per gli animali, per le aziende del territorio e per gli allevatori. Come Comune non disponiamo di competenze specifiche, ci dobbiamo ad affidare ad Ats. Mi auguro solo che entro breve si possa tornare alla normalità».
Edoardo Varese

