Sette famiglie arrivate dall’Argentina, e altre quattro attese a Pieve del Cairo per la primavera. E’ il progetto di ripopolazione della Lomellina, organizzato dall’associazione “Cuore argentino” (referente per la lomellna è Gabriela Corigiiano) che si sta realizzando nella terra delle risaie.
IL GRAZIE DELLE SCUOLE Un’iniziativa che ha permesso ai Comuni di Pieve e Sartirana di tenere aperte le scuole, grazie alla presenza di giovani allievi provenienti da oltreoceano. Tra i nuovi arrivati, dall’anno scorso, ci sono Javier Varas, sua moglie Natalia Gousse e i loro figli di 12 e 15 anni. La prima ad arrivare in Italia, a Reggio Calabria, è stata Natalia, che per via delle sue origini italiane (il trisnonno vissuto nel 1800 era di Modena) ha potuto ottenere la cittadinanza nel giugno 2023. Javier l’ha raggiunta a novembre. «Abbiamo cercato su Internet per spostarci al nord – raccota Javier – e abbiamo trovato l’associazione Cuore Argentino in Lomellina. Così siamo venuti a Pieve». Cosa spinge l’esodo dall’Argentina in Italia?
CRIMINALITA’ IN ARGENTINA «La mancanza di sicurezza di fronte a una criminalità che porta narcotrafficanti dal Messico, dalla Colombia e dal Nicaragua. La sera non è prudente uscire, anche se vivevamo in un quartiere chiuso e sorvegliato. E neanche di giorno. Mio figlio Ignacio, quando frequentava la prima media, mi ha raccontato che una mattina un suo compagno di classe si è ritrovato una pistola puntata alla testa perchè volevano rubargli lo zaino». A Pieve come si sta? Difficoltà a trovare lavoro?
Il sindaco è gentilissimo e risponde sempre al telefono. Io ho trovato un posto di benzinaio a Casei Gerola e mia moglie lavora da casa sul web. Anche mio fratello vuole venire qui, e si sta organizzando.
IL SINDACO DI PIEVE Così il sindaco di Pieve del Cairo, Niccolò Capittini: «Abbiamo creduto fortemente in questo progetto per un cambio di passo demografico che ci ha portato a perdere abitanti. Serve una linfa nuova, manca la fascia di mezzo, quella della mia generazione ovvero i quarantenni. La gente ha una grande voglia di riscatto, e tanti di questi immigrati argentini si sono integrati nelle associazioni, comprendendo che l’integrazione passa dal sociale, dal volontariato. Uno di loro è entrato nella Pro loco, una ragazza è allo Sportello lavoro gestito dalle Acli e dal Comune. Devo dire che grazie a queste persone il patrimonio immobiliare, finora svilito, ha invertito la rotta. I proprietari sono contenti, l’affitto varia dai 250 euro ai 450 mensili. Il Comune ha zero costi, interviene solo per sbrigare le pratiche burocratiche gratuitamente. Le scuole sono aperte, il pulmino per il trasporto degli alunni è gratis, il buono mensa è di soli 3.50 euro. Ma la cosa più bella è tornare a vedere i bambini giocare in strada». E per il lavoro? «Sono tutti occupati tra Pieve, Voghera e Sannazzaro. Tutti volonterosi, si adeguano volentieri. Non ci sono problemi particolari».
Davide Zardo

