È polemica a Garlasco, in Lomellina, dove nella notte precedente al silenzio elettorale sono stati rimossi tutti i manifesti a sostegno del No al referendum sulla giustizia. A denunciare l’episodio sono le forze politiche del centrosinistra e i comitati referendari, che parlano di un gesto mirato e non isolato.Secondo quanto riferito in una nota congiunta diffusa dalle sezioni provinciali di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e dai Comitati per il No, «quanto accaduto a Garlasco rappresenta un vero e proprio attacco all’agibilità democratica nei confronti delle forze politiche, dei comitati e dei cittadini impegnati nella campagna per il No al referendum costituzionale».
LA DENUNCIA Nel comunicato si sottolinea come l’azione sia stata pianificata: «on si tratta di un attacco isolato, ma di un atto preciso e premeditato: la notte prima del silenzio elettorale sono stati strappati tutti i manifesti del No, in tutte e cinque le postazioni previste nel Comune di Garlasco».Le forze firmatarie esprimono quindi «piena solidarietà a tutte le cittadine e i cittadini, ai volontari e ai comitati impegnati nella campagna referendaria, a seguito di questo vergognoso episodio», definendo l’accaduto estraneo al confronto democratico.
CONDANNA UNANIME Dura la condanna anche sul piano politico e civile: «Si tratta di gesti che nulla hanno a che vedere con il confronto democratico e civile e che rappresentano invece un segnale preoccupante di intolleranza». E ancora: «Le idee si contrastano con le idee, non cancellando quelle degli altri. Il rispetto reciproco e il pluralismo sono alla base della nostra convivenza democratica». Infine, l’appello a mantenere un clima corretto nel dibattito pubblico: «Condanniamo questi episodi al fine di mantenere un clima di confronto corretto, nel rispetto delle regole e delle opinioni di ciascuno».
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