Caramuel, corteo di protesta per la palestra

Seconda palestra del Caramuel? Il cantiere è ancora aperto dopo quasi tre anni, e gli studenti si preparano a manifestare.

LA MANIFESTAZIONE Gli studenti continuano le lezioni di ginnastica a rotazione e domani faranno partire un corteo di protesta che, dalla scuola, si dipanerà fino in piazza. Dello stato di cose parla il dirigente scolastico degli istituti Caramuel, Castoldi e Roncalli, Matteo Loria: «il traguardo di fine novembre per la fine dei lavori è passato e la seconda palestra attende di essere consegnata: manca il collegamento alla rete del gas, manca l’agibilità». La nuova deadline sarebbe dopo le vacanze di Natale, ma la fiducia attorno a tali tempistiche è ai minimi storici. Nel frattempo cosa si fa?

I ragazzi di tutte le classi dei tre istituti, seguono le lezioni di ginnastica nella palestra del Caramuel, quella che c’era prima, alternandosi – prosegue Loria – si può solo comprendere il disagio che stanno vivendo da troppo tempo.

Va specificato che la palestra esistente viene utilizzata ma se si riuscisse a consegnare anche la tensostruttura che si trova proprio sul terreno di proprietà dell’amministrazione provinciale, dietro l’istituto Caramuel di via Segantini, guardando via Cararola, sarebbe tutta un’altra cosa.

A ROTAZIONE «Gli studenti per ora fanno ginnastica a rotazione, alle ore di educazione fisica fatta con attività pratica in palestra alternano ore di educazione fisica teorica in classe, così come è previsto dal programma – spiega Matteo Loria – adesso le ore di teoria stanno però arrivando alla fine: anche per questa ragione chiediamo ancora che continuino i lavori che permetterebbero alla nuova struttura di essere finalmente agibile». «Recentemente è venuto il vice presidente della Provincia e ci ha comunicato che avrebbe sollecitato gli uffici per dare una accelerata ai lavori – continua Loria – ma restano da ultimare alcuni passaggi importanti e i ragazzi sono indispettiti. Sono solamente due le ore di educazione fisica alla settimana, ma se vengono tolte anche quelle diventa davvero un problema». Come fare? «Gli studenti si stanno organizzando per predisporre una manifestazione – prosegue Loria – intanto occorre pensare a spazi alternativi; se non ci sono, creare delle convenzioni con delle palestre della città per dare la possibilità agli studenti di tornare a fare ginnastica».

Isabella Giardini

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