I tigli vanno in consiglio comunale

Parliamo dei tigli, prima che partano i lavori e sia troppo tardi per evitarne il taglio. Con una missiva ufficiale, i consiglieri di minoranza (ma non solo) hanno fatto richiesta all’amministrazione di procedere con la convocazione di un consiglio comunale: una procedura messa in atto, secondo gli stessi richiedenti, per poter discutere mozioni e interpellanze urgenti rimaste in sospeso.

IL CASO Il riferimento è al “caso tigli”, strettamente connesso ai lavori di riqualificazione di via Rocca vecchia che dovrebbero partire il 15 novembre prossimo e che nelle scorse settimane è stato al centro del dibattito pubblico. Una discussione in consiglio su una rivalutazione del progetto a lavori iniziati sarebbe, per usare un eufemismo, quantomeno tardiva. «Abbiamo chiesto la convocazione del consiglio comunale come opposizione – spiega Alessio Bertucci, capogruppo Pd e tra i firmatari del documento – perché è urgente parlare dei temi della città, soprattutto per la questione dei tigli».

Sono state raccolte 3000 firme che chiedono di salvare i nostri alberi e riteniamo sia fondamentale discutere il tema in consiglio prima dell’inizio dei lavori.

La richiesta è stata firmata dai consiglieri del Partito Democratico (oltre Bertucci anche Arianna Spissu, Emanuele Corsico Piccolini e Marco Vassori), da quelli del Polo Laico (Luca Bellazzi e Martina Ambrosino) e dalla pentastellata Silvia Baldina, propositori della mozione sui tigli, ma non solo: anche i rappresentanti dei Liberalconservatori Furio Suvilla e Claudia Montagnana e quelli di Forza Italia Ppe 2025 (Giuseppe Squillaci, Giulio Onori e Rimma Garifullina) hanno apposto la loro sigla. Se i primi hanno pendente una mozione per l’annullamento delle sanzioni della Ztl, gli azzurri (che si considerano parte della maggioranza, ma sono in forte polemica con l’attuale giunta) avrebbero firmato per discutere di temi che, seppur non condivisi, hanno però avuto un buon seguito popolare.

LA QUERELLE Per legge (per la precisione, per effetto del comma l’articolo 39 comma 2 del Tuel, decreto legislativo 267/2000) l’amministrazione ha 20 giorni dalla richiesta del 25 ottobre per indire l’assise: e secondo i ben informati, il consiglio sarà indetto a breve. Dalla protocollazione delle oltre 1800 firme per salvare i tigli ci sono stati alcuni sviluppi nella vicenda, seppur non concreti ma solo a livello di “querelle” politiche: un incontro non ufficiale tra tecnici e alcuni propositori della petizione, che si sarebbe concluso con una proposta di compromesso (la salvezza dei tigli non di ostacolo ai lavori) ha scatenato la reazione della consulta ambiente, tra le prime realtà a sollevare il caso e promotrice di un radicale ripensamento per l’area, che non prevedrebbe nemmeno il rifacimento della soletta del Naviglio. L’accusa della maggioranza di avere un “fronte dei tigli” già spaccato è caduta con la mozione di Pd-M5s e Polo Laico, che rivendica tutte le posizioni espresse dalla petizione: sia quello che sia, è sugli alberi e sulla loro salvaguardia che si giocherà la discussione tra i banchi.

Alessio Facciolo

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