Nuovo Pgt tra rigenerazione e sostenibilità

Rigenerazione urbana come motore del cambiamento. È la parola magica del nuovo Piano generale del territorio. Non solo recupero edilizio, dunque, ma miglioramento complessivo della città, dalla qualità ambientale all’inclusione sociale. Il Piano introduce incentivi per il recupero diffuso, individua ambiti prioritari e mette in campo oltre 54.000 mq di aree pubbliche dismesse per attivare processi rigenerativi. Una road map specifica riguarda luoghi chiave come l’ex Macello, l’ex Tribunale e il Colombarone.

LA FILOSOFIA DEL PIANO È questa, in sintesi estrema, la filosofia della proposta di Pgt, che ha aperto la fase di Valutazione ambientale strategica: momento in cui enti, associazioni e cittadini possono contribuire alla definizione della Vigevano del futuro. Un passaggio che arriva dopo un percorso partecipato ampio e strutturato, fatto di incontri pubblici, tavoli tematici, passeggiate urbane e oltre 150 contributi scritti. La prima presentazione del Pgt è avvenuta nel mese di ottobre alla stampa. Giovedì è stato il turno del primo momento di confronto con la città; un altro momento di confronto, un seminario più tecnico, avverrà infine giovedì 27 novembre, alle 17,30, nell’aula consiliare del Comune di Vigevano. Il primo incontro, introdotto dall’assessore all’Urbanistica Riccardo Ghia e, in seguito, dall’architetto Paola Testa, responsabile del Servizio Urbanistica del Comune, è stato caratterizzato dalla presentazione degli elementi fondamentali dello strumento urbanistico da parte dell’estensore, l’architetto Massimo Giuliani, e da suo team. Ad ascoltarli un parterre formato prevalentemente da politici, amministratori e addetti ai lavori

RIDUZIONE DI SUOLO Altro aspetto importante è che il Pgt riduce del 34,85% le aree di trasformazione rispetto al passato, salvaguardando oltre 640 mila metri quadrati di territorio agricolo o naturale. Una scelta selettiva, che elimina gli ambiti più incoerenti o privi di infrastrutture, concentrando lo sviluppo nel tessuto urbano consolidato. Arriva un sistema innovativo di regole prestazionali: i progetti più rilevanti dovranno dimostrare un contributo concreto alla sostenibilità, all’efficienza energetica e alla qualità paesaggistica. Non più solo quantità edificatoria, ma valore urbano.

Pur avendo una dotazione di servizi superiore agli standard – spiegano i tecnici – Vigevano presenta disuguaglianze nella distribuzione. Il Piano interviene rafforzando i quartieri carenti, riqualificando le dotazioni esistenti e creando nuove centralità locali integrate con la mobilità dolce e la rete ecologica urbana.

COMMERCIO INTEGRATO La città storica viene messa al centro di una strategia che unisce tutela e rivitalizzazione: interventi mirati edificio per edificio, ritorno di funzioni compatibili, valorizzazione di artigianato, cultura e turismo sostenibile. «Le nuove strutture commerciali – sempre secondo i tecnici – dovranno dialogare con il tessuto urbano, offrire servizi complementari e inserirsi in aree già edificate. Il commercio di vicinato verrà sostenuto attraverso incentivi e il rafforzamento del Distretto urbano del commercio». Insomma, un piano aperto per una città in movimento. Il nuovo Pgt è pensato come uno strumento dinamico, che guiderà una Vigevano più compatta, attrattiva e sostenibile. Un progetto che continua a basarsi sulla partecipazione e sul coinvolgimento della comunità, perché il futuro urbano non si costruisce da soli ma insieme.

Massimo Sala

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