Con il taglio dei tigli in via Rocca Vecchia si procederà per forza, in quanto le radici interferiscono con i lavori alla soletta.
I TIGLI E’ questa la conclusione a cui è giunta l’amministrazione sul “caso tigli”, sollevato nelle scorse settimane da partiti e associazioni in relazione ai lavori che a breve dovrebbero partire nell’area del mercato coperto. La contestazione maggiore derivava proprio dal taglio delle piante previsto nel progetto presentato dal Comune: in seguito a una relazione tecnica redatta in queste settimane, l’amministrazione ha decretato che non sia possibile evitare a prescindere di segare gli alberi. Il documento è stato letto in consiglio comunale da Marco Cividati, capogruppo della Lega, per dare una risposta alla mozione (poi bocciata) di Pd, Polo Laico, M5s che chiedeva un ripensamento radicale dei lavori, oltre al salvataggio dei tigli:
I riscontri evidenziavano carenze strutturali importanti alla soletta – ha letto Cividati – l’abbattimento dei tigli risponde a prevalenti motivazioni di sicurezza.
I riscontri evidenzierebbero la presenza di radici nello spazio tra la soletta e il pavimento del mercato coperto che non solo interferirebbe con i lavori ma anche con l’instabilità stessa delle piante. Un parere confermato anche il 4 novembre scorso da un agronomo, che avrebbe confermato la «non compatibilità del taglio delle radici con la stabilità degli alberi». In soldoni: difficile salvare le piante, anche se è possibile che una volta partito il cantiere (nelle intenzioni del sindaco, il prima possibile) si potrebbe valutare caso per caso.
CERIMONIALE Durante il consiglio, si è visto anche un pasticciaccio burocratico durante l’approvazione del cerimoniale (l’insieme delle regole che presiedono allo svolgimento di una cerimonia civile o d’un atto solenne), con la maggioranza che è stata messa sotto dalla minoranza durante il voto. In una discussione che non sembrava presentare grosse criticità (di fatto, si trattava solo di ufficializzare dei “rituali” già in uso), gli animi si sono però scaldati in seguito a un emendamento proposto dalla consigliera del Pd Arianna Spissu, che introduceva il rispetto dei valori della Costituzione per enti o associazioni che richiedano il patrocinio del Comune. Tale aggiunta (il cui senso, anche senza esplicitarlo, sarebbe implicitamente «scontato» secondo il sindaco Andrea Ceffa) ha però innescato una vivace discussione tra gli opposti fronti dell’assise: «La Costituzione è antifascista, ed è bene dirlo e scriverlo» ha tuonato Alessio Bertucci, capogruppo Pd, rimbeccato immediatamente da Cividati che, nel contestare i «modi», ha dichiarato come «noi della Lega bocceremo a gran voce i vostri emendamenti, ora e sempre». In un batti e ribatti tra più consiglieri, dai toni anche un po’ surreali, si è arrivati quindi alla votazione: dove, a sorpresa, l’emendamento di Spissu è passato per 12 voti a 11, con il consigliere di maggioranza Alessandro Rubino (Forza Italia) che ha votato con l’opposizione e il consigliere Paolo Iozzi (FdI) che non ha espresso la sua preferenza pare per un problema tecnico. Il regolamento emendato, infine, è stato approvato anche dalla maggioranza: la Costituzione, alla fine, ha messo d’accordo tutti.
Alessio Facciolo

