Alla fine, seguendo una “buona” prassi governativa, c’è spazio anche per l’istruzione nel “Piano per il rilancio economico-culturale” elaborato dai capigruppo del Consiglio comunale cittadino. L’idea è di attuare una ricognizione dei servizi per l’infanzia, verificare gli spazi scolastici educativi e sportivi, adeguare la ristorazione scolastica alla normativa che sarà in vigore per il prossimo anno. Un programma quanto meno scarno, senza contare che è inserito nel paragrafo «scuola e tempo libero», quasi a indicare che per i consiglieri gli istituti scolastici rappresentano uno dei tanti “hobby” possibili, un parcheggio per i figli durante l’orario lavorativo.
AREA “PARCHEGGIO” Considerando che il documento elaborato si intitola “Piano di rilancio economico-culturale della città” sembra un po’ poco. Fermo restando che molte delle competenze in materia scolastica sono attribuite a un livello superiore rispetto a quello municipale, sarebbe stato legittimo aspettarsi che il mondo della formazione fosse presentato prima delle «fontanelle con gel igienizzante all’ingresso di ogni parco» e «della ricerca di operatori interessati a svolgere servizi di bike e monopattini».
Non è solo questione di forma, perché rispecchia la visione con cui i capigruppo si sono approcciati al tema della scuola e fa nascere il sospetto che per rilanciarsi la città necessiti di una classe dirigente un po’ più coraggiosa e lungimirante di quella che si appresta a lasciare gli scranni del Consiglio.
Certo questa miopia trova ampia conferma anche a livello nazionale, dal momento che ci si è preoccupati di stabilire come ritornare a giocare a calcetto al più presto, ma ancora non si sa come 8 milioni di cittadini tra studenti, docenti e personale torneranno in aula.
Gds


