In fondo alla scarpata, i binari della ferrovia; sul lato opposto della carreggiata, case e cortili. In mezzo, su uno slargo della strada, un cassonetto giallo, rifiuti ammassati e ratti, a decine, ammassati come foche su una banchina artica.
IL VIDEO È un video, ripreso con uno smartphone da un passante e divenuto virale in pochissime ore nella galassia dei social dedicati a Vigevano e zone limitrofe, a riaccendere i riflettori sull’abbandono selvaggio di rifiuti in strada San Marco, via che collega il popoloso corso Genova alla periferia della città. Per i residenti, non si tratta di nulla di nuovo: in quel particolare tratto di strada (per altro, molto vicino all’imbocco con corso Genova, quindi nella parte più “urbana” della via) discariche abusive sono presenti da anni e la loro presenza non può che attirare animali alla costante ricerca di cibo come le pantegane. «Questa zona – denunciano due residenti – è abbandonata da anni. Anche chi è in macchina o in bici si ferma a gettare la propria immondizia nel cassonetto. Non abbiamo visto nessuno prendere in mano la situazione e di certo una discarica a cielo aperto non è proprio un bello spettacolo». Vicino al cassonetto si vedono anche sacchi con residui alimentari, materiale di scarto e una recinzione ormai in rovina. Proprio la presenza di topi allarma un’altra residente:
Ci sono avanzi di cibo in quantità ingenti, c’è poca pulizia e i roditori si moltiplicano vertiginosamente. Qui ormai si sono abituati alla presenza umana e si fanno vedere, nemmeno la presenza di qualche gatto randagio li intimorisce. Bisogna fare qualcosa.
AL PREFETTO A complicare le cose, lo stallo alla messicana sulle competenze legate all’area: le rive dove i ratti hanno le tane sono in carico in parte a Est Sesia (per quanto concerne un canale artificiale vicino ai binari) in parte a Rfi; la pulizia è invece competenza del Comune, che ha più volte in passato provveduto a sgomberare il terreno dai rifiuti. La maggior parte degli stessi, sostengono alcuni residenti, provengono da una casa di ringhiera della zona, dove vivono tra gli altri molte persone ai margini in contesti di abusività e povertà. Un’emergenza che si protrae da anni e che ha convinto un gruppo di abitanti del posto a scrivere e inviare, tramite Pec, una lettera al prefetto di Pavia: «Questa situazione è presente da più di 15 anni. Nel novembre 2022 abbiamo raccolto oltre 250 firme per attenzionare l’amministrazione, protocollato e incontrato gli amministratori, ma purtroppo ad oggi non si sono riscontrati miglioramenti – si legge nella missiva – L’emergenza per cui è necessario un urgente intervento riguarda la sicurezza e la sanità pubblica. Topi a centinaia, spaccio, prostituzione, immigrazione clandestina». Tanto da richiedere più volte azione di polizia, anche con arresti: interventi “emergenziali” che però ora non bastano più. «Chiediamo un intervento risolutivo – si conlude l’appello accorato – che possa permettere di poter circolare, sia in auto che a piedi, davanti a questo immobile, senza schiacciare topi o evitare rifiuti di ogni genere o vedere la consegna di droga a cielo aperto impunemente».
Alessio Facciolo Edoardo Varese


