La rivincita del corsivo a scuola

Negli ultimi anni la scuola ha progressivamente privilegiato tablet e computer, spesso a discapito della scrittura manuale. Una tendenza che oggi viene sempre più messa in discussione. Un segnale forte arriva dalla California, dove con l’approvazione del disegno di legge 446 il corsivo è tornato obbligatorio nei curricula scolastici per i bambini tra i sei e i dodici anni. Una scelta che riflette un ripensamento più ampio sul ruolo della scrittura a mano nei processi di apprendimento.

E IN ITALIA? Anche in Italia il tema è centrale. Una ricerca del 2023 del Policlinico Umberto I e dell’Università La Sapienza ha evidenziato diffuse difficoltà nella scrittura corsiva tra gli studenti, molti dei quali la usano solo se obbligati, preferendo dispositivi digitali anche per prendere appunti. In questo contesto si collocano le nuove Indicazioni nazionali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in vigore dal 2026/2027, che puntano a riportare carta e penna al centro dell’apprendimento, soprattutto nella scuola primaria. La scrittura a mano, e in particolare il corsivo, è considerata uno strumento fondamentale per lo sviluppo cognitivo, motorio e logico. Per gli studenti con Disturbi specifici dell’apprendimento sono previsti strumenti compensativi.

ALLE ELEMENTARI Sul piano didattico, l’importanza del corsivo è confermata dagli insegnanti. Alessandra Sala, maestra di sostegno e terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, spiega che «insegnare il corsivo oggi è un investimento sullo sviluppo neuro-motorio del bambino». A differenza dello stampato, «il corsivo richiede un movimento fluido e continuo che affina la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale». Un legame tra le lettere che, sottolinea Sala,

riflette e sostiene anche il collegamento logico dei pensieri, aiutando il bambino a percepire la parola come un’unità di significato.

scuola

ALLE MEDIE La scrittura manuale incide anche sulla costruzione dell’identità personale. Silvia Carrera, docente di lettere nella scuola secondaria di primo grado Robecchi di Vigevano, osserva che «la scrittura manuale permette ai ragazzi di esprimere la propria personalità, evitando l’omologazione dei caratteri digitali, tutti uguali e impersonali». Il tratto grafico diventa così uno spazio di espressione individuale. «Scrivere in corsivo – aggiunge – richiede un livello di concentrazione più elevato rispetto alla digitazione, contrastando la frammentazione dell’attenzione tipica dell’uso continuo dei dispositivi digitali».

ALLE SUPERIORI Le neuroscienze confermano questa impostazione. Giulia Cotta Ramusino, docente all’Its Casale di Vigevano, avverte che «l’uso del corsivo stimola aree cerebrali che oggi risultano sempre meno allenate, con il rischio di una progressiva riduzione delle capacità cognitive». Un rischio che, secondo la docente, può essere aggravato da un utilizzo eccessivo e poco critico dell’intelligenza artificiale, soprattutto in età evolutiva. Non è un caso, aggiunge

che il corsivo sia ancora molto utilizzato dagli studenti stranieri, in particolare quelli di lingua araba, chiamati a confrontarsi anche con un nuovo sistema di scrittura.

LA PEDAGOGISTA Il punto centrale, come sottolinea la pedagogista Noemi Cavalieri, non è l’obbligo ma l’accompagnamento: «La questione non riguarda tanto il “dover fare”, quanto il “saper accompagnare” lo sviluppo del bambino». Il corsivo, già parte integrante del percorso della scuola primaria, è «una vera e propria ginnastica per la mente». Le ricerche mostrano che la scrittura a mano supporta meglio apprendimento, memoria e comprensione rispetto alla digitazione. Tuttavia, avverte Cavalieri, «non c’è un consenso chiaro sul fatto che il corsivo sia sempre superiore»: per alcuni bambini, in particolare i Dsa, lo stampatello può risultare più accessibile. «L’obiettivo non può essere produrre calligrafie perfette, ma menti capaci di esprimersi». Il rilancio del corsivo è positivo, purché resti uno strumento al servizio del bambino e lasci agli insegnanti la libertà di adattare i metodi alle esigenze individuali.

Isabella Giardini

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