C’era una volta il paese dove tutti facevano i volontari alle feste e i benefattori compravano i quadri da appendere ai muri del centro. A Gravellona c’era la festa dell’arte, la notte delle anime, un parco dove la gente arrivava da tutto il Nord Italia e che a Natale per magia si trasformava in un piccolo paese pieno di addobbi realizzati con materiali di riciclo. Oggi molte di quelle attività ci sono ancora, ma lo spirito è un po’ cambiato. Litigi, veleni e sgambetti politici reciproci sono ormai all’ordine del giorno e, anche se si organizzano ancora momenti di comunità, sono in molti i gravellonesi a non poterne più di uno scontro politico, che è andato oltre i contenitori istituzionali, tra post su Facebook e lettere recapitate a casa ai cittadini. Sopratutto perché nemmeno il post elezioni ha calmato gli animi.
LA DISCORDIA Tutto comincia quando la famiglia Nicola offre al Comune la possibilità di acquistare il palazzo di sua proprietà in centro al paese a un prezzo di favore. Il valore di palazzo e terreni è stimato in 1.200.000 euro. Una cifra che secondo parte della precedente maggioranza sarebbe eccessiva. Abbastanza da spaccare il gruppo, portare al commissariamento del comune e alle elezioni anticipate. Durante la campagna elettorale, e negli ultimi mesi della precedente amministrazione, si è subito capito che il problema non era solo palazzo Nicola. Accuse e attacchi reciproci non sono mancati. Il sindaco uscente Luciano Garza ha vinto contro la sua ex assessora Ilenia Trovati. Il gruppo di Garza, rinnovato per tre quarti, vince per 7 voti. Ma le polemiche non si placano. Riccardo Fiorina, consigliere comunale uscente, che non si è ripresentato, dal suo profilo Facebook ha in più di un’occasione criticato l’amministrazione e in particolare il consigliere comunale Franco Ratti, che è stato sindaco cinque volte. Anche in amministrazioni di cui faceva parte Fiorina. Ratti ha deciso di rispondere alle critiche con una lettera ai cittadini per difendere il proprio operato in trent’anni di amministrazione, ma anche per attaccare lo stesso Fiorina. E le polemiche si sono moltiplicate. Ma i gravellonesi non ne vogliono parlare. Anche perché in molti si sentono parte in causa e le fazioni si stanno creando.
DIVISI E INFELICI Sono in pochi a esprimersi e pochissimi sono quelli che ci mettono la faccia. Tra questi Domenico Casuscelli, storico volontario negli eventi gravellonesi:
Le difficoltà – dice partono dalla politica – e sono discussioni legate alla vecchia amministrazione. Ogni gravellonese si è fatto un’idea, soprattutto in base a quelle che sono le conoscenze personali.
C’è chi, invece, sostiene che il problema sia soprattutto legato ai social, che amplificano quelle che un tempo erano discussioni che si chiarivano faccia a faccia parlando di persona. Nel frattempo lo scambio delle accuse continua e a farne le spese sono i gravellonesi, che stanno alla finestra a guardare.
Andrea Ballone


