Scuola / Cattedre ok, ma è emergenza inclusione

Un’attenta analisi dei dati territoriali dedicati alle disponibilità dei posti e alla copertura delle cattedre prima e dopo la fase delle nomine dei docenti, dall’Infanzia fino alle scuole superiori, restituisce la fotografia di un sistema a due velocità: se da un lato le materie ordinarie raggiungono una stabilità di organico, dall’altro la richiesta di sostegno didattico registra numeri imprevisti e una pressione costante.

IL BOOM DEL SOSTEGNO Il quadro che emerge in modo evidente riguarda proprio l’enorme fabbisogno di docenti da destinare agli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali, una voce di spesa organica che eclissa numericamente gran parte delle altre cattedre curricolari. Nella scuola secondaria di primo grado, il quadro provinciale rilevava prima delle operazioni di nomina un totale di 521 posti di sostegno al 30 giugno. La sola Lomellina ne assorbiva 178, trainata dalle esigenze dei grandi poli scolastici come l’Istituto comprensivo di Viale Libertà – Robecchi e l’Ic Via Valletta Fogliano – Bramante, di Vigevano, entrambi attestati su 25 cattedre, seguiti dall’Ic Mortara – Josti Travelli con 22 posti e dall’Ic Via Botto – Besozzi di Vigevanocon 16. Con il completamento del giro di nomine, le cattedre di sostegno rimaste scoperte nelle medie lomelline sono scese a 67.

scuola sospensioni

TANTI ANCHE ALLE SUPERIORI Lo scenario non cambia se si alza lo sguardo verso gli istituti superiori di secondo grado, dove a fronte dei 371 posti provinciali iniziali, il territorio di Vigevano e della Lomellina ha fatto la parte del leone. All’Iis Caramuel – Roncalli di Vigevano le 35 cattedre di sostegno pre-nomine sono scese a 19, mentre all’Istituto professionale Pollini di Mortara si è passati da 30 a 12. L’Iis Omodeo di Mortara ha visto coprire integralmente tutti i suoi 18 posti di partenza, mentre all’Iis Casale di Vigevano, partendo da 14 posizioni, nel post-nomine si sono certificate ben 70 cattedre assegnate nell’organico al 30 giugno. A completare l’offerta territoriale si sommano i contributi del liceo Cairoli di Vigevano e dell’Iis Sannazzaro, con rispettivamente 9 e 6 posti iniziali. Complessivamente, le nomine per le superiori della Lomellina hanno ridotto le cattedre scoperte da un picco iniziale di 112 a circa 55. Questa spinta propulsiva verso l’inclusione trova immediato riscontro anche nei primi anni della formazione scolastica. Alla scuola primaria le cattedre di sostegno in organico di fatto per la Lomellina erano ben 181 prima del conferimento degli incarichi, con picchi di 24 cattedre al Viale Libertà, 20 al Vittorio Veneto e 18 al Valletta Fogliano di Vigevano, lasciando un residuo post-nomine di 145 posti. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, su un monte provinciale pre-nomine di 80 cattedre al 30 giugno, la Lomellina esprimeva 25 posti distribuiti tra le sedi di Mortara, Robbio, Vigevano e Garlasco.

LE CIFRE DELLE ALTRE NOMINE Il confronto con le cattedre di posto comune e le materie tradizionali evidenzia la differenza tra le due dinamiche. Nelle scuole medie, la provincia contava inizialmente 32 cattedre ordinarie al 30 giugno, di cui 18 in Lomellina concentrate soprattutto in ambiti come Matematica e Scienze o Italiano. L’assegnazione dei ruoli e delle supplenze ha quasi del tutto saturato l’organico delle materie comuni, riducendo i posti vacanti a pochissime unità. Anche nelle superiori, la forte fame iniziale di insegnanti nelle discipline scientifiche, tecniche e STEM — che registrava numeri significativi come 15 posti di Informatica, 10 di Elettronica, 10 di Meccanica oltre alle cattedre di Matematica e Fisica — si è gradualmente riassorbita dopo le nomine, lasciando solo pochi spezzoni orari scoperte negli istituti chiave. L’elevato numero di contratti a tempo determinato al 30 giugno evidenzia infatti la necessità di percorsi di specializzazione dedicati per coprire una richiesta ormai strutturale.

Massimo Sala

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