Tutto quello che c’è da sapere sull’app Immuni

Parte oggi la fase 2 di Immuni, l’app gratuita – disponibile per dispositivi iOs e Android e più avanti per Huawei – promossa dal Ministero della Salute e realizzata dalla società milanese Bending Spoons per aiutare il contenimento dell’epidemia da Coronavirus attraverso il contact tracing (tracciamento dei contatti). Dopo una prima fase di sperimentazione – partita il 3 giugno – i cittadini di quattro regioni italiane (Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia) potranno ricevere delle notifiche nel caso siano venuti in contatto con qualcuno che ha contratto il Covid. Le altre Regioni (tra le quali la Lombardia) dovranno aspettare ancora una settimana circa.

COME FUNZIONA Il funzionamento è molto semplice: dopo aver scaricato Immuni, aver dichiarato di avere almeno 14 anni e aver inserito la Regione e la Provincia di domicilio, non si dovrà fare più nulla. Tramite il Bluetooth, l’app registra autonomamente gli incontri e non la posizione e, sebbene su Android venga chiesto di attivare il Gps, l’app non accede ai dati di posizione. Quindi se un utente risulta positivo a un tampone, e ha scaricato Immuni, potrà dare agli operatori sanitari che gli comunicheranno la positività il codice generato dall’app. Il codice di 10 caratteri alfanumerici sbloccherà l’invio da parte dello smartphone dell’utente positivo al server centrale della lista dei codici corrispondenti ai suoi incontri con le altre persone.

immuni come funziona
Il funzionamento di Immuni

Per consentire questo meccanismo è necessario accettare la raccolta dei codici identificativi casuali che conservano informazioni sulla data, la durata e la potenza del segnale: dati necessari per determinare se il contatto è stato sufficientemente lungo e prolungato per esporre al potenziale contagio e se è avvenuto in un momento in cui la persona risultata positiva era contagiosa. In questo modo tutti i cellulari degli utenti che nei 14 giorni precedenti sono stati a meno di 2 metri di distanza dal cittadino positivo per almeno 15 minuti, riceveranno una notifica e otterranno tutte le istruzioni su come comportarsi basate sulle raccomandazioni del Ministero della Salute. Questa informazione, comunque, sarà disponibile soltanto per l’utente stesso e l’adesione ai protocolli sanitari resta volontaria, anche se molto raccomandata.

PRIVACY Ma la privacy degli italiani sarà tutelata? Si tratta un dibattito complicato, ancora in corso tra gli esperti di tecnologia e di trattamento dei dati personali su internet ed è probabile che quelli che per ora sono dubbi e preoccupazioni verranno confermati o smentiti soltanto con la diffusione e l’utilizzo dell’app. Ciononostante, gli ingegneri che hanno realizzato l’app hanno pensato di inserire – già nelle prime schermate di Immuni – una serie di rassicurazioni che spiegano che la tecnologia utilizzata dall’app, il Bluetooth Low Energy, non raccoglie nome e dati personali degli utenti e non permette quindi di risalire all’identità dell’utente né ad altre informazioni. È necessario però attivare il sistema di notifiche di esposizione Bluetooth, quindi i cittadini dovranno sempre avere attivo il Bluetooth – anche quando l’applicazione è chiusa – in modo da permettere ai vari smartphone di registrare i codici degli altri dispositivi con cui sono entrati in contatto a distanza ravvicinata.

ATTENZIONE ALLE TRUFFE L’epidemia di Covid-19 ha reso fondamentale il tracciamento dei contatti – fermo restando la necessità di proteggere e tutelare la privacy dei cittadini – perché, in questo modo, è più veloce l’identificazione delle persone che potrebbero essere state infettate da un contagiato. Se si guardano i numeri dei download, appare evidente l’importanza che gli italiani danno alla propria sicurezza. Infatti, nelle prime 24 ore dal lancio, Immuni ha fatto registrale mezzo milione di download e oltre un milione 2 giorni dopo. Ed è proprio il numero dei download ha determinerà l’efficacia dell’app che dovrebbe essere scaricata dal 50% o 60% della popolazione italiana per funzionare a regime. Tuttavia, occhio alle truffe: né il Ministero della Salute, né la Federazione Ordini dei Farmacisti italiani, né organi del Sistema Sanitario delle varie Regioni invieranno email per invitare a scaricare l’applicazione o altri file. È infatti in corso una campagna di virus informatici che, con il pretesto di far scaricare un file chiamato Immuni, blocca i dispositivi su cui viene scaricato e invita al pagamento di un riscatto in bitcoin per liberare i file cifrati.

Annunziata Asaro

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