Viaggio in Paese / Valle, tra il cemento ferito e il pane caldo della domenica

Dalla stazione ferroviaria di Valle Lomellina bisogna fare più o meno un chilometro e mezzo a piedi per arrivare in paese. E questo consente di vedere – per l’ultima volta, si spera, in attesa di completare la bonifica che dovrebbe portare all’abbattimento della struttura – il famoso “eco-mostro” della Sif, la Società italiana furfurolo, responsabile tra gli anni ’80 e ’90 dell’interramento di centinaia di bidoni contenenti sostanze nocive. Una vicenda giudiziaria travagliata, a cui si contrappone – letteralmente, in quanto proprio sul lato opposto del viale – la realtà confortante della Curtiriso che dà lavoro a decine di dipendenti, non solo del paese, e che va sempre più affermandosi a livello internazionale nel settore dell’alimentazione.

Bertassi e Feccia

IL MERCATO Quasi venti minuti a piedi stimolano l’appetito, quindi ben venga il mercato settimanale di Valle, che in Lomellina è l’unico a svolgersi di domenica. Mentre le campane invitano alla messa delle dieci, l’aria si riempie del profumo di pollo arrosto e di pesce fritto, e davanti al banco dei formaggi e dei salumi (ma c’è anche il pane fresco) si forma una lunga fila. Non mancano i vini, l’abbigliamento e i casalinghi. A Valle la domenica si trova di tutto, e per questo molti vengono a far la spesa anche dai paesi limitrofi. «Abbiamo un piccolo supermercato – racconta il sindaco Roberto Bertassi – ma ormai le vendite on line hanno soppiantato il commercio di vicinato. Il mercato domenicale però attira gente anche dai paesi limitrofi. E poi ci sono bar, pizzerie, una gelateria e una panetteria, un negozio di abbigliamento, una tabaccheria, un’edicola-cartoleria, un agriturismo. E una banca, la posta, l’ambulatorio, le scuole medie, primarie e l’asilo. Insomma, ci difendiamo. Ma il grosso lavoro di promozione culturale lo fa la biblioteca». Che è diretta da Marco Feccia, a suo tempo – non a caso – tra i promotori del comitato anti-Sif.

LA BIBLIOTECA «Lo sviluppo turistico va di pari passo con la tutela dell’ambiente – spiega Feccia – e con un lavoro in rete che coinvolge i paesi vicini. Chi viene a visitare gli affreschi del ‘400 nella chiesetta di Santa Maria di Castello può andare anche a vedere l’abbazia di Breme, acquistando magari le cipolle rosse, ammirare il castello di Sartirana e fare una tappa nella chiesa parrocchiale di Candia e nella basilica di Lomello, tanto per fare degli esempi. Questo l’Ecomuseo lo ha capito bene, e la biblioteca dà un grande apporto organizzando eventi culturali di rilievo, come il Monferrato Classic Festival in collaborazione con Casale, che nel 2023 ha attirato un pubblico numeroso, e che è stato fondamentale per la nascita di una accademia musicale che adesso ha una sede a Lomello. Ormai nella biblioteca non si va solo per prendere in prestito un libro».

SAPORI E SAPERI Bertassi conferma: «La Lomellina sta diventando un elemento geografico riconoscibile grazie a un movimento di Comuni che si occupa di sviluppare la promozione del territorio». Intanto si fa mezzogiorno, e mentre

il mercato si prepara a chiudere, la gente torna a casa passando davanti alla biblioteca con le borse piene di sapori. Ma anche di saperi.

Un piccolo coro che emoziona

Poco prima delle dieci, a Valle l’aria si riempie del suono delle campane che dalla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo annunciano la messa. Una delle peculiarità del paese è il piccolo coro polifonico guidato da Gabriella Compostino, di professione fiorista, che suona anche la chitarra insieme al mobiliere Pietro Albertario, mentre il sacrestano “tuttofare” Angelo Rolè accompagna i canti all’organo. «Bravi! Riuscite a trasmettere emozione nei cuori dei fedeli». A fare i complimenti a cantori e musicisti, al termine della funzione, è don Simone Patè, che da alcune settimane dà una mano al parroco, don Piero Rossi Borghesano. «Eseguiamo soprattutto brani di don Marco Frisina e de Rinnovamento nello spirito – spiega Gabriella – che sono particolarmente toccanti e favoriscono la partecipazione al mistero eucaristico». Un valore aggiunto per il paese, che la domenica, con la messa e il mercato, offre sia il sacro sia il profano.

San Rocco, un filo silenzioso che lega i paesi

C’è un filo silenzioso che attraversa i paesi, e tiene insieme fragilità e speranza. A Valle quel filo, da anni, ha un nome semplice: San Rocco. L’associazione è una presenza quotidiana, decisiva per chi ha bisogno di muoversi quando il corpo non collabora, la malattia rallenta i passi o un ricovero cambia improvvisamente la giornata. Nata nei primi anni Duemila e cresciuta grazie ai volontari e alla comunità, oggi rappresenta un punto di riferimento per il trasporto sanitario e socio-assistenziale. L’esperienza è iniziata con mezzi semplici e pochi volontari, per poi espandersi. Nel tempo l’associazione ha affiancato anche il sistema dell’emergenza, formando volontari certificati per garantire interventi di soccorso e accompagnamenti sanitari..

Noi non trasportiamo solo persone — racconta il presidente Gianni Ferraris — trasportiamo pezzi di vita. Dietro ogni viaggio c’è una storia: una dialisi, una visita importante, un ritorno a casa dopo giorni difficili.

Casaletto, una fede che nasce dalla terra

La devozione per la Madonna di Casaletto è una di quelle correnti sotterranee della fede popolare che scorrono lente e silenziose come l’acqua sotto la terra, e non fanno rumore come i grandi santuari nazionali. Eppure proprio per questo custodiscono qualcosa di più intimo, domestico, quasi familiare, perché la Madonna di Casaletto la incontri così, senza clamore: una chiesa raccolta tra i campi della Lomellina, la strada dritta, l’aria che sa di riso e di nebbia, e dentro quell’affresco antico del Quattrocento che guarda piano, da secoli, uomini e donne arrivare con le mani piene di domande, mentre attorno a quell’immagine si intrecciano racconti di eventi prodigiosi, storie di miracoli e stupore.

Come quella dell’immagine che, dopo essere stata danneggiata altrove, scompare per riapparire proprio qui, come se avesse scelto lei il luogo dove essere amata. Storie che sanno di religiosità contadina e medievale, di immagini che viaggiano e Madonne che si fermano dove sentono nascere la devozione, una fede che nasce dal racconto prima ancora che dai libri. Ancora oggi il legame con la comunità è fortissimo, radicato come le radici degli alberi lungo i fossi, e la gente partecipa numerosa alla festa del 24 marzo, alla novena preparatoria, ai rosari di maggio; perché qui la devozione non è solo rito ma identità, memoria collettiva, appartenenza allo stesso racconto, e dentro il santuario gli ex voto raccontano una geografia di vite semplici, di malattie superate, paure dissolte, speranze riaccese e tenute insieme con lo spago della fiducia.

Fin dal XV secolo questo luogo è meta di pellegrinaggi: non solo una chiesa ma una destinazione, un approdo per chi cerca silenzio, protezione o semplicemente un posto dove lasciare ciò che pesa sul cuore, e in questa trama di fede quotidiana ci sono anche i matrimoni, perché a Casaletto l’amore trova casa: coppie che entrano emozionate sotto quello sguardo antico, promesse sussurrate mentre fuori i campi continuano il loro lavoro lento e paziente, e la Madonna sembra chinarsi appena, come a benedire non solo l’unione ma anche il tempo che verrà con le sue stagioni e le sue prove.

Davide Zardo

Le ultime

Lourdes, un cammino vissuto con intensità

È un evento ormai tradizionale nella vita diocesana il...

Vigevano, massacra la compagna: arrestato dai carabinieri

Un’escalation di violenza consumata tra le mura domestiche, rimasta...

Vigevano, muore a Niguarda la 31enne travolta da un’auto

Sbalzata di sella dal suo scooter finisce sulla carreggiata...

Samira Lui è testimonial di Riso Flora

È Samira Lui – la show-girl nota al pubblico...

Login

spot_img