Suor Vittoria Brandi ha lo sguardo luminoso di chi vive con la preghiera nel cuore. Già superiora delle Domenicane di via Deomini a Vigevano, da circa un mese ha lasciato il posto a suor Maria Consuelo Serafin, che però essendo arrivata da poco, delega a lei il compito di raccontare come si svolge la vita in convento.

UN LABIRINTO È il momento dell’intervallo, e all’interno del vasto complesso scolastico, tra lunghi corridoi e ampie aule (almeno due per la musica d’insieme, con tastiere, chitarre, percussioni e sassofoni) è tutto un vociare di alunni e docenti. Quando suona la campanella che segna la fine della ricreazione, nella labirintica cittadella dell’Istituto San Giuseppe torna il silenzio, interrotto solo dagli insegnanti che durante le lezioni fanno domande, e dagli allievi che rispondono. In convento le suore sono otto, prevalentemente anziane e tutte provenienti dall’insegnamento. Il San Giuseppe, insieme agli alloggi delle religiose, fa parte del complesso realizzato nel 1916, dopo il trasferimento da via Griona delle Domenicane, che arrivate a Vigevano nel 1881 avevano bisogno di un ambiente più grande per costruire una scuola. Del resto si tratta di un istituto comprensivo paritario che accoglie la scuola dell’infanzia, la primaria, le medie e un liceo delle Scienze umane, per un totale di 240 studenti. Il coordinatore appena nominato è don Riccardo Campari, che dirige anche l’Ufficio scuola diocesano. «Ringrazio il Vescovo per aver consentito le elezioni – racconta suor Vittoria – e questa nomina da parte del Cda. La scuola è una parte fondamentale del carisma domenicano. Lo studio è importante: l’ignorante si può manovrare, la persona colta e informata invece no. C’è un bel quadro che raffigura san Domenico seduto, mentre legge e medita. Spesso i santi sono ritratti in piedi, quasi mai seduti. È un segnale importante. Attraverso la ricerca della verità arriviamo alla Verità avendo lo Spirito santo come guida, soprattutto nello studio della parola di Dio».
Bisogna scendere in profondità per capire chi siamo, per scoprire la verità di noi stessi. Siamo cristici, in Cristo Gesù possiamo ritrovare il nostro vero volto, la nostra identità.
STUDIO E PREGHIERA Una ricerca esistenziale, quella delle Domenicane, che ne fa delle piccole indagatrici dell’anima, tra uno sgranare di corone del rosario e uno sguardo al crocifisso. «Ci alterniamo tra studio, preghiera e vita comunitaria. La mattina inizia con una meditazione sulla parola di Dio. Quando ci ritroviamo a pranzo e a cena ci raccontiamo com’è andata la giornata, e su quanto è accaduto ricerchiamo la verità. Ma ancora più importante per noi è la misericordia. Questo perché io per prima sono povera, come del resto lo siamo tutti quando abbiamo bisogno di arricchirci spiritualmente. Gli impoveriti sono un’altra cosa, quelli li creiamo noi. Se prego, l’energia che ricevo da Dio torna a vantaggio di tutti. Se viviamo bene, insomma, riusciamo a far star bene anche tutti quelli con cui veniamo a contatto ogni giorno. E non solo. A volte sento un’energia che mi circonda, e sono certa che viene da qualcuno che in quel momento sta pregando. La preghiera non è teatro, ma deve condurre alla Preghiera».
Davide Zardo


