CONTROPIEDE / Fare comunicazione nello sport

La comunicazione nello sport è un tema di grande attualità. I grandi net work televisivi, le televisioni generaliste e i grandi quotidiani sportivi, oggi più che ieri, nella maggior parte dei casi raccontano soltanto l’aspetto puramente agonistico del grande campione. Sono migliaia in Italia gli atleti che non avranno mai l’onore di avere una notiziola o un passaggio televisivo per le loro imprese sportive. I grandi eventi, dove ruotano interessi economici planetari, tendono a “cannibalizzare” gli sport cosiddetti poveri. Ricorderemo per sempre le tante emozioni che il Team Italia ci ha regalato recentemente con i grandi risultati ottenuti alle Olimpiadi e Paralimpiadi  Milano Cortina 2026. Dietro ai grandi successi dell’Italia, è bene ricordarlo, vi sono anni e anni di duro allenamento da parte degli atleti. Intere giornate di allenamento nelle palestre, nei palazzi del ghiaccio, sulle piste di sci e nelle piste di atletica trascorse, a volte, in assoluta solitudine. Ma è altrettanto vero che lo sport in televisione vuol dire principalmente calcio. Gli altri eventi, ad eccezione della Formula 1, Basket, Master Tennis, Moto GP, Volley e qualche altra disciplina, sono considerati eventi di seconda o terza serata. È un meccanismo perverso. Gli sport alternativi non fanno grandi ascolti. La televisione- pubblica, privata o a pagamento- ci rovescia quotidianamente una massa di eventi che lo spettatore medio non ha più la capacità di somatizzare. Dentro il calderone del flusso mediatico, le notizie di grande rilevanza a volte passano inosservate. Non lasciano traccia. Ecco allora la rincorsa spasmodica, da parte dei direttori, di privilegiare il racconto che fa ascolto, che stupisce. Si rincorrono gli scoop e i gossip legati al campione di turno per fare audience. Va detto che le televisioni, come del resto i giornali, devono fare i conti con i nuovi media che per loro natura sono agili e in tempo reale riescono a stare sulla notizia raccontando in Rete l’evento con costi infinitamente inferiori rispetto ai media tradizionali. Sulla qualità delle notizie e sull’attendibilità delle stesse messe in Rete ci sarebbe tanto da scrivere. Certo è che Internet ha dato la possibilità a tutti di diffondere notizie che non troverebbero mai spazio nelle pagine dei giornali o nei notiziari televisivi, nemmeno in quelli a diffusione condominiale.  Con i nuovi media lo spettatore diventa propositivo e non passivo. Gestire i mezzi di comunicazione di ultima generazione è estremamente facile.

a cura di Sergio Calabrese

(segue)

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